Hal(l)o Ferrari: how are you?

Hal(l)o Ferrari: how are you?

La neonata Ferrari, tutta rossa, nasce per l’assalto al mondiale. Le innovazioni? L’Halo e il passo ridotto, per una maggiore affidabilità e velocità.

di Redazione Il Posticipo

Hal(l)o Ferrari: how are you? La nuova “rossa”, a tinta quasi unica, nasce sotto la neve. È successo anche nel 2012. Al netto delle condizioni meteo, una presentazione in grande. Tutti in piedi intorno alla SF71H che rincorrerà il sogno Mondiale, inseguito dal 2007.

Cosa è l’Halo?

Una Ferrari è sempre bella, anche se le regole obbligano alla modifica del design. L’adozione del cosiddetto Halo non piace a molti progettisti ma è imposta dal nuovo regolamento. È una protezione montata intorno alla testa del pilota, affinché si riduca il rischio di entrare in contatto con i detriti o oggetti in corsa, come del resto accaduto proprio alla Ferrari ai tempi di Massa. Tutti ricordano il GP d’Ungheria del 2009 quando il pilota brasiliano fu centrato da una molla riportando dei serissimi traumi. Al netto della necessità della modifica, perfettamente incastonata nel design, la Ferrari ha altre peculiarità.

Design e velocità: ma anche affidabilità

E Halo o non Halo, la nuova SF71H esordirà fra poco più di un mese sulla pista di Melbourne. Ha una livrea più rossa rispetto al passato e consiste in un’evoluzione rispetto alla monoposto della passata stagione, quando la Ferrari arrivò a giocarsi il mondiale ma poi fu tradita dall’affidabilità. In questo senso, il nuovo propulsore nasce sotto i migliori auspici. È concepito per “vivere” ben sette GP. Il telaio è più stretto e compatto, dal passo leggermente più lungo. Non in stile Mercedes (che fra l’altro. il passo lo ha accorciato), ma, come sottolinea Arrivabene, nel pieno rispetto delle idee di Maranello. Un “made in Italy” a tutti gli effetti che dovrebbe essere più performante dove serve: nella velocità di punta sui circuiti particolarmente veloci.

Ferrari, la chiave è nel passo

Il progetto è ambizioso, ma non vuole intaccare le peculiarità della Ferrari che ha sfiorato l’iride nel 2017. La monoposto dello scorso anno, capace di viaggiare sui binari giusti grazie alla distribuzione del peso, è la base da cui si è partiti per realizzarne una più agile e veloce. Si riparte dunque da una competitività assoluta, anche maggiore della Mercedes sui circuiti medio-lenti. L’obiettivo è guadagnare in trazione nei curvoni veloci, dove, appunto, potenza e aerodinamica (un po’ da modificare causa…Halo) sono indispensabili per garantire maggiore velocità di punta. Adesso, non resta che metterla in pista. Le prime prove, in programma a Barcellona, chiariranno immediatamente se questa “neonata” è già in grado di….correre.      

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