Felipe Anderson, un patrimonio che la Lazio deve preservare

Felipe Anderson, un patrimonio che la Lazio deve preservare

Di Massimo Piscedda. Felipe Anderson è uno dei calciatori più interessanti del campionato italiano, un’ala quasi perfetta. E allora come mai appare improvvisamente in difficoltà?

di Massimo Piscedda

Felipe Anderson Pereira Gomez, classe 1993, è, a mio avviso uno dei calciatori più interessanti del campionato italiano. In questo momento il calciatore della Lazio è molto criticato per il suo atteggiamento in campo, ma ciò non nasconde le sue doti. Ha molta qualità, ha tecnica in velocità e uno splendido primo controllo, dribbling stretto e grande progressione in campo aperto. Insomma, è un’ala perfetta. E allora come mai il brasiliano, che nella scorsa stagione ha fatto bene, appare parecchio in difficoltà?

Qualcuno sostiene che caratterialmente sia debole, altri puntano sull’indolenza del ragazzo. Niente di tutto questo, a mio avviso. Felipe Anderson è solo vittima di un modulo, il 3-5-1-1 di Simone Inzaghi, in questo momento vincente. Ma soprattutto un modulo che non può prescindere da alcuni giocatori che stanno facendo un grosso campionato. Uno su tutti Luis Alberto. Ora il brasiliano deve essere aiutato, soprattutto all’interno dello spogliatoio, ma bisogna anche cercare di far capire ai tifosi che entrare e giocare una manciata di minuti con l’aspettativa di risolvere i problemi della squadra non è semplice, anzi può essere molto complicato.

Felip Anderson ha comunque i suoi limiti, che certamente risiedono nella sua personalità, anche se è tutto da verificare. Limiti che probabilmente vengono certificati dal suo comportamento di superficialità quando è chiamato sul campo. Ma chi ha giocato al calcio di queste situazioni ne ha viste e vissute tante. Anzi, forse tantissime. La soluzione? Legata, chiaramente, al buon senso. Sta nella pazienza da parte dell’allenatore, nel supporto da parte del pubblico e nell’intelligenza dei dirigenti, con la consapevolezza che un calciatore può snaturarsi e perdere sicurezza in campo anche solamente per un semplice modulo di gioco a lui non particolarmente congeniale.

Il problema per Anderson, paradossalmente, è che la Lazio fino ad oggi senza di lui è terza in classifica.

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