F1 TV: i motori 2.0, ma per il momento niente Italia

F1 TV: i motori 2.0, ma per il momento niente Italia

Prime prove di F1 visibili in 24 paesi grazie al progetto della Liberty Media. F1 TV presto sbarcherà anche in Italia, ma non subito.

di Redazione Il Posticipo

La formula 1 on OTT. Acronimo di Over The Top Television. Una notizia che rende felici tutti i fan della massima competizione motoristica, tranne…gli italiani. Questione di tempo.

F1 TV: l’ultima frontiera per gli appassionati

L’ultima trovata della Liberty Media Group, che detiene la vendita dei diritti TV legati al circus, è stata varare un’applicazione studiata per gli appassionati: F1 TV, basta la parola. Uno streaming live e senza pubblicità di ciascun Gran Premio. Un ampio ventaglio di scelta. Commenti in multilingue. Accesso alle venti telecamere on-board durante ogni sessione di gara. In pratica, l’utente potrà scegliere con quale pilota passare il week-end. F1 TV permetterà di seguire tutte le prove libere, le qualifiche e la gara, compresa conferenza stampa, interviste pre e post gara, nonché gli appuntamenti di contorno: Formula 2, GP3 e Porsche Supercup. Ingolositi? Beh, servirà molta pazienza, perché il lancio della nuova OTT è previsto in appena 24 paesi, e in larga parte nell’America Latina. Il perché è facilmente intuibile: rispetto a Europa e Asia, è il continente più penalizzato nel seguire i Gran Premi.

E in Italia? Un po’ di pazienza…

E l’Italia? F1 TV deve attendere prima di sbarcare nella penisola, cosi come in molti altri paesi europei. Questione di diritti TV e sostenibilità economica del progetto Liberty Media. Nel nostro paese, tutti i motori sono appannaggio di Sky, che detiene la diretta e l’esclusiva delle immagini da trasmettere in Italia. Non è detto però che l’ambizioso progetto della società americana non sbarchi in tempi piuttosto brevi. Del resto, l’azienda che ha sede operativa nel Colorado ha come mission la fruibilità su apparecchi di quarta e quinta generazione e ha il “core” dell’azienda nelle telecomunicazioni. È logicamente, dunque, più interessata alla condivisione di contenuti multimediali usufruibili da device mobili come smartphone e tablet su cui trasmettere in 5 G, una tecnologia che ancora non è presente in Italia, ma che presto potrebbe coprire l’80 per cento della popolazione. La Formula 1 del futuro è all’ultima curva?

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