Ezatolahi, un sogno svanito due volte

Ezatolahi, un sogno svanito due volte

La rete del centrocampista aveva fatto sognare l’Iran e regalato una favola mondiale. Negata una rivincita al ragazzo, che aveva un conto in sospeso con la Spagna…

di Redazione Il Posticipo

Il migliore in campo contro la Spagna. Una storia senza lieto fine. L’occhio elettronico ha rilevato un fuorigioco millimetrico, che sebbene faccia discutere, alla luce dei fatti toglie un pizzico di magia al Mondiale. L’Iran aveva pareggiato contro le furie rosse e sarebbe stato in testa al girone accanto al Portogallo. Una favola svanita due volte, anche per il protagonista della rete annullata.

ATLETICO MADRID – Nessuno, come Ezatolahi aveva delle motivazioni più che speciali per affrontare la Spagna. In primis, per l’onore di difendere la maglia dell’Iran al mondiale, che non accade molto spesso. E poi per pura rivincita personale. Il calciatore, appena diciassettenne, era finito nella cantera dell’Atletico Madrid dove impressiona e non poco gli allenatori colchoneros a tal punto che Simeone lo aggrega alla prima squadra. Il bel sogno, però, dura poco. Qualche fugace apparizione, poi il rientro nei ranghi. Ezatolahi non si scoraggia: ricomincia e si ricostruisce a Rostov, dove diviene uno dei centrocampisti più promettenti della nazione asiatica. In Iran è battezzato il piccolo Pogba. Come fisicità ci siamo, resta ancora da migliorare la tecnica ma c’è tempo. E anche se Ezatolahi non arriverà a quel livello resta comunque un signor giocatore in grado di recitare da protagonista nei principali campionati europei.

RIVINCITA – Difficile parlare di crescita per un ragazzo alto 190 centimetri e ne pesa 80. Però Ezatolahi anche nella sfida con la Spagna ha fatto intravedere le doti che gli hanno permesso di essere il più giovane debuttante, a soli sedici anni, nel campionato iraniano. Talento precoce, ma non certo bruciato: sebbene il primo treno della carriera sia passato, non è detto che non vi siano nuovi convogli pronto a trasportarlo nel calcio che conta. Del resto, spiccare in mediana contro uno dei centrocampo, più competitivi e completi del mondo non è roba da poco. Nel suo ruolo, non è che si sia visto molto di meglio fra le nazionali di medio cabotaggio. E chissà che di nuovo, dalla Russia, non cominci la sua grande rivincita…

 

 

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