Il nemico del mio nemico è mio amico: le esultanze trasversali

Il nemico del mio nemico è mio amico: le esultanze trasversali

Le grandi rivalità non si consumano mica nei novanta minuti in cui le squadre si scontrano sul campo. Anzi, è…buona norma di ogni tifoseria interessarsi delle partite dei nemici di sempre ed esultare smodatamente in caso di loro sconfitta.

di Redazione Il Posticipo

Tra i tanti tifosi del Real Madrid che hanno festeggiato al 3-1 di Marcelo contro il Paris Saint-Germain, c’è stato anche qualcuno di abbastanza famoso, che però con le Merengues c’entra poco e niente. Si tratta dell’intera squadra del Marsiglia, intenta a preparare il match di Europa League contro il Braga, ma che certamente non poteva farsi sfuggire il match degli acerrimi rivali parigini. Naturalmente alla rete che certificava la sconfitta della squadra di Emery l’atmosfera si è fatta elettrica, con l’attaccante Clinton N’Jie addirittura ripreso da un compagno e finito (ovviamente) su Instagram mentre celebra la prodezza del terzino brasiliano.

Ma non parliamo certo di nulla di nuovo. Le grandi rivalità (quelle cittadine, ma non solo) non si consumano mica nei novanta minuti in cui le squadre si scontrano sul campo. Anzi, è…buona norma di ogni tifoseria interessarsi delle partite dei nemici di sempre ed esultare smodatamente in caso di loro sconfitta. Persino se la squadra che li batte è una rivale altrettanto sentita.

A Cardiff mezza Italia tifava Juventus, l’altra Real Madrid

Che tra Juventus e Inter non corra buon sangue è risaputo ed è quindi ovvio che in caso di sconfitte più o meno pesanti dell’una e dell’altra le prese in giro fiocchino anche dalle…alte sfere. Al punto che il profilo ufficiale della società ha ben deciso di ignorare l’amor patrio in occasione della finale di Cardiff, facendo i complimenti al solito Real Madrid per la vittoria di Cardiff contro i bianconeri, tra i commenti giubilanti del popolo interista. Anche da Roma non sono mancate le stilettate, con Juan Jesus, tra l’altro ex nerazzurro, che ha eloquentemente twittato “E anche quest’anno il triplete lo fate l’anno prossimo”. Ma forse i complimenti più assurdi sono quelli di Pepe Reina, cresciuto nel Barça e con il papà bandiera dell’Atletico Madrid, che pur di sfottere un po’ gli juventini ha preferito festeggiare la duodecima del Real.

Roma e Lazio, la rivalità più trasversale…

Ma forse la città dove il detto “il nemico del mio nemico è mio amico” raggiunge il massimo resta Roma. La Capitale si è riempita di graffiti a fine maggio 1984, tutti sospettosamente simili e abbastanza riconducibili ad una delle due tifoserie. “Grazie Liverpool”, con riferimento alla finale di Coppa Campioni persa dai giallorossi contro i Reds, è un qualcosa che sui muri della città si è visto scritto per almeno dieci anni. Nell’anno del terzo scudetto giallorosso sono però stati i romanisti a festeggiare, per bocca e gesti del loro calciatore più rappresentativo. All’annuncio della rete di Dalmat in Inter-Lazio, che di fatto esclude i biancocelesti dalla lotta per il titolo, Francesco Totti corre sotto la curva sud come se la Roma avesse battuto il Milan invece di aver strappato un pareggio.

…tra striscioni e mali minori

E, per rimanere in tema, difficile pensare che nelle ultime finali di coppa Italia che hanno visto protagonisti la Juventus e la Lazio, entrambe abbastanza malsopportate (eufemismo) dalla tifoseria giallorossa, qualcuno abbia supportato i biancocelesti. La volontà di non veder vincere i concittadini ha portato i romanisti a scegliere il male minore, che in questo caso è la Vecchia Signora. Il massimo però si è raggiunto nel 2010, quando i tifosi della Lazio hanno poco velatamente…tifato contro la propria squadra, nella consapevolezza che fermare all’Olimpico l’Inter di Mourinho avrebbe significato consegnare lo scudetto alla Roma di Ranieri. E allora, tutti allo stadio, con tanto di bandiere e striscioni pro-Inter. Gli “oh noooo” esposti dopo le reti nerazzurre hanno fatto arrabbiare più di qualcuno, compresi alcuni dei calciatori biancocelesti (come Kolarov, ora alla Roma), ma in fondo, regolarità della questione a parte, quello dei tifosi è un comportamento abbastanza comprensibile. Mettetevi nei loro panni e cercate di convincervi che avreste fatto diversamente. Se ci riuscite, ovviamente…

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