I…Due di Piccari – C’è chi non gioca più e chi non molla mai

I…Due di Piccari – C’è chi non gioca più e chi non molla mai

Marco Piccari ci racconta a modo suo i personaggi e gli eventi top e flop del nostro amato calcio. Oggi di fronte chi a volte sembra perdere interesse nelle partite e chi invece fino all’ultimo secondo cerca di fare la storia.

di Marco Piccari
balotelli

Se non volevi giocare potevi anche dirlo. Sì, poteva dirlo Balotelli, perché contro il Rennes, nell’ultima di giornata di Ligue 1, l’attaccante del Nizza ha dato la sensazione di non volere giocare il match. In una partita che metteva in palio punti importanti per la zona Europa League, Super Mario ha mostrato solo indifferenza.

NON GIOCO PIÙ, ME NE VADO. NON GIOCO PIÙ, DAVVERO – L’allenatore Favre lo ha schierato come centravanti nel tridente offensivo e lui non ha mai inciso. Fuori dalla manovra e scollato da ogni movimento di squadra. Sulle corsie Plea e St. Maximan si sono spesi molto per creare superiorità numerica e mettere palloni in mezzo, ma Balotelli non ha mai dato un segnale. Per tutta la partita è apparso un corpo estraneo e spesso ha passeggiato per il campo. Un modo di giocare che ha costretto Plea a mettersi spesso in proprio come nell’occasione del vantaggio. A dieci minuti dalla fine Balotelli ha lasciato il campo e se n’è andato senza neanche fermarsi in panchina. Sconsolato, non ha giocato più. Inconcludente e apatico. Il CT Di Biagio non ha tutti i torti.

NON MOLLARE MAI, MANDA AVANTI IL CUORE CHE DOMANI VINCERAI – Chi invece ha voluto giocare fino alla fine è stato Sarri e il suo Napoli. Un emozione forte è arrivata dal San Paolo. Sembrava tutto finito con la Juventus ancora più lontano e invece i Sarri boys hanno trovato l’ultimo guizzo per tornare in partita e riaccendere la speranza. Una speranza che si è fatta ancora più forte con la rete della vittoria avvenuta al minuto novantatre.

Un successo che questa volta non esalta il gioco e l’idea di Sarri, ma l’emozione e la determinazione di una squadra che ha lottato fino alla fine per rimanere aggrappata ad un sogno. Un Napoli che non molla: i 25 punti guadagnati in situazione di svantaggio dimostrano la solidità mentale di un gruppo che oltre alla qualità del suo gioco crede nella fortuna e negli episodi. Una caratteristica di una grande squadra, in questo Sarri ha lasciato un segno profondo a prescindere dal trofeo presente nell’albo d’oro del Napoli. Vincere non è l’unica cosa conta è provarlo a fare fino alla fine contro ogni difficoltà che rende tutto speciale.

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