Di Maria: “Nel 2014 il Real mi ha impedito di giocare la finale”

Di Maria: “Nel 2014 il Real mi ha impedito di giocare la finale”

In una lettera aperta a The Players’ Tribune, l’argentino riporta le lancette del tempo alla finale mondiale del 2014 e alle richieste pressanti del Real Madrid. Che potrebbero avergli impedito di giocare la partita più importante della sua vita.

di Redazione Il Posticipo

Di Maria…. al confessionale. E sono dichiarazioni roventi. Il centrocampista ne ha per tutti. In una lettera aperta a The Players’ Tribune, l’argentino riporta le lancette del tempo alla finale mondiale del 2014 e alle richieste pressanti del Real Madrid. Che potrebbero avergli impedito di giocare la partita più importante della sua vita.

FINALE – Brasile, quattro anni fa. L’Argentina vola in finale dopo la vittoria soffertissima ai rigori con l’Olanda, ma Di Maria non è al meglio. Va avanti ad antidolorifici. E c’è chi tiene parecchio alla sua salute: il Real Madrid. Questioni di…mercato. C’è una cessione da finalizzare. “A poche ore dalla finale mi consegnano una lettera proveniente dal Real Madrid. Chiedono allo staff dell’Argentina di non farmi giocare la finale del Mondiale per non peggiorare il mio infortunio. In realtà non gli interessava molto di me. Dovevano acquistare James Rodriguez e io ero il predestinato alla cessione. Quindi non potevano correre il rischio che mi infortunassi. Solo una questione di affari. Io presi la lettera e la strappai senza neanche leggerla. E dissi a Sabella che avrebbe dovuto scegliere senza alcun condizionamento. Che volevo giocare dal primo minuto. Sono scoppiato in lacrime davanti a lui”. Il divorzio dalla maglia blanca non è quindi stato certo indolore. Anche perchè Di Maria, per la cronaca, quella partita non la gioca… Una ferita che al Fideo brucia ancora.

PSICOLOGO – E a far male a Di Maria sono anche le difficoltà nel gestire le pressioni dei tifosi e della stampa argentina. Quando l’Albiceleste ha rischiato di non qualificarsi per la fase finale del mondiale, la tensione era ovviamente altissima. Molti giocatori hanno sofferto più del dovuto le aspettative e la pressione di media e appassionati. E Di Maria ammette di aver fatto ricorso all’aiuto di uno psicologo. “Di solito mi affido alla mia famiglia, ma in quel caso attraversavo davvero un periodo difficile. Mi sono rivolto a uno specialista, che mi ha aiutato parecchio a rilassarmi. Ho realizzato di far parte di una delle migliori squadre del mondo, ho preso coscienza che oltre a giocare per il mio paese potevo realizzare tutti i miei sogni che avevo da piccolo. A volte, travolti dal professionismo, dimentichiamo quanto siano importanti le piccole cose”. Adesso, per continuare a sperare di realizzare quel sogno, serve una vittoria con la Nigeria. Che potrebbe anche non bastare. Il Mondiale è appeso a un filo. Ma a volte basta poco per far scoccare la scintilla. E uno come Angel Di Maria certamente può contribuire ad accendere il fuoco sacro nell’Albiceleste.

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