Deschamps e quel rimprovero a Mbappè: “Piantala di fare il rompipalle”

Deschamps e quel rimprovero a Mbappè: “Piantala di fare il rompipalle”

Deschamps si ritrova tra le mani quello che forse è il miglior prospetto di calciatore degli ultimi dieci anni. E, come tutti i grandi insegnanti, con Mbappé usa carota…e bastone!

di Redazione Il Posticipo

Deschamps si ritrova tra le mani quello che forse è il miglior prospetto di calciatore degli ultimi dieci anni. Anche se, a vedere questo mondiale, Kylian Mbappè non è tanto una promessa, quanto una solidissima realtà. Ma è pur sempre un ragazzo che non ha ancora compiuto vent’anni e di conseguenza ha bisogno di una guida. Qualcuno che abbia l’esperienza necessaria e che gliela trasmetta, limando qualcosa che c’è da sistemare e regalando al ragazzino doti che ancora non ha. E il CT della Francia si è assunto in pieno questo compito, mettendo in scena una nuova lezione per il giovane studente. Titolo? Rompere…le scatole.

CAROTA – Più sostanza, meno fronzoli e meno alzate di testa. Questo il…riassunto del professor Didier. Che, come tutti i grandi insegnanti usa il bastone e la carota. E quindi, prima del match contro l’Uruguay, ha avuto parole dolcissime per il suo attaccante. “Kylian è un ragazzo molto intelligente e sa ascoltare. Già sa quello che gli spiego, ma comunque impara”. Ecco, appunto. Fin qui la carota. Il bastone, neanche a dirlo, è arrivato durante il match. Quando Mbappé si è lasciato andare ad un gesto tecnico bello ma inutile, quello che poi ha generato la simulazione del francese nei confronti di Rodriguez, che si era andato a lamentare con l’attaccante del PSG.

BASTONE – Una serie di gesti che non è decisamente andata giù a Deschamps. Così come le proteste successive. Al punto che dalla panchina, come sottolinea TF1 e riporta AS, arriva dritto il rimprovero: “Piantala di fare il rompipalle. Gioca e basta. Non meritavi il giallo, ma non fare così”. Ma si sa, in partita l’adrenalina sale ed i concetti a volte vengono espressi in maniera troppo colorita. E quindi Deschamps è tornato sull’argomento…con un po’ di carota. “Sono il suo allenatore, voglio il suo bene e lui lo sa. Merita la mia ammirazione per tutto quel che fa, ma non quando non mi ascolta… Le partite si possono surriscaldare e non voglio che perda la testa in un match importante”. Lezione finita. E il professor Didier spera che sia entrata in testa al suo alunno…

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy