Dani Alves parla di Neymar: “Ha lo stesso problema di CR7…”

Dani Alves parla di Neymar: “Ha lo stesso problema di CR7…”

Dani Alves ha rilasciato un’intervista al quotidiano brasiliano Folha de Sao Paulo nella quale ha parlato delle sue aspirazioni e del suo rapporto con il compagno di squadra Neymar, invidiato perchè bello, ricco e famoso.

di Redazione Il Posticipo

Certo, sarà anche faticoso allenarsi a quei ritmi e con quella frequenza; sarà anche stressante avere il peso di migliaia di occhi addosso ogni giorno. Ma il fato ha già deciso a chi affidare talento, perseveranza e una buona dose di fortuna per fare strada nel calcio. Però, se sono amati, belli e ricchi non vuol dire che non abbiano dei problemi. A riportare la questione ci pensa Dani Alves. Ma non per lamentarsi della propria situazione, bensì per spalleggiare il compagno di squadra e di nazionale Neymar Jr.

INVIDIA – Le sue parole, riportate dal Folha de Sao Paulo, riguardo alle critiche ricevute da Neymar, sono chiare: “Non c’è alcun modo per isolarsi da certe critiche, Neymar è un uomo, non una macchina. Per me è come un figlio, al di là della fratellanza che ci accomuna”. E proprio come un buon padre premuroso l’ex esterno difensivo di Siviglia, Barcellona e Juventus, oggi a fianco di O’Ney al Paris Saint-Germain, ne prende le parti e considera tutte le critiche ricevute dal compagno come ‘invidia’: “Io so tutto quello che gli passa per la testa ed è una persona molto intelligente. Inoltre, possiede tutto quello che oggi provoca più invidia nelle persone: è un milionario, famoso e bello, come CR7”. E per questo viene criticato da chi non potrà mai essere come lui.

XAVI – Oltre a spalleggiare il suo figlioccio, Alves trova il tempo anche per parlare un po’ di sé e dei suoi obiettivi, uno dei quali sarà da condividere proprio con Neymar: vuole riuscire a partecipare al mondiale del Qatar del 2022. La sua assenza al mondiale russo non gli è proprio andata giù ma non è mancato al Brasile tanto per il gioco ma per un’altra sua caratteristica: “So, ovunque mi trovi, creare un ambiente sano, un ambiente di soluzioni e non di problemi”. Chissà se riuscirà a giocare il prossimo mondiale. Certo, allora avrà 39 anni ma lui è fiducioso: “Anche se il calcio di oggi è molto fisico, è basato tutto sull’intelligenza. Non sono un idiota, so che quando raggiungi un’età le persone pensano che non puoi dare di più ma la preparazione non è solo fisica ma mentale… Avevo Xavi in squadra: so bene che nessuno è più veloce della palla!”.

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