Dahlin snobba Ibra: “Ci siamo qualificati senza di lui e si va avanti così”

Dahlin snobba Ibra: “Ci siamo qualificati senza di lui e si va avanti così”

Martin Dahlin, vecchia conoscenza del calcio italiano, in un’intervista rilasciata a Tuttomercatoweb parla di Svezia e soprattuto di Ibrahimovic e del suo contributo, a quanto pare non fondamentale, alle fortune della nazionale scandinava.

di Redazione Il Posticipo

Svezia-Corea del Sud. Per la serie: non ci interessa, non la vorremmo neanche vedere. La nazionale più odiata contro la più detestata dagli italiani. Svezia-Corea del Sud è la partita, che, se fosse possibile, il Belpaese depennerebbe da Russia 2018. Chi ci ha eliminato dall’edizione 2018 contro chi ci ha scippato nel 2002. Difficile scegliere quale sia la soluzione… migliore. Ma c’è un punto di interesse non indifferente: cosa farà la Svezia senza Zlatan? Martin Dahlin, vecchia conoscenza del calcio italiano, aggiunge pepe alla questione. In un’intervista rilasciata a Tuttomercatoweb, l’ex attaccante della Roma parla di Ibrahimovic e del suo contributo, a quanto pare non fondamentale, alle fortune della nazionale scandinava.

IBRAHIMOVIC – Sulla scelta di non portare Ibra al mondiale Dahlin si cimenta nell’arte nel “dire e non dire”, ma leggendo fra le righe la sua posizione sembra a favore delle scelte del commissario tecnico. La Svezia può fare a meno del suo totem? “È una decisione molto difficile e non abbiamo la controprova per dire se sia stato giusto o meno. Ibrahimovic è un grande giocatore, ma la Svezia si è qualificata senza di lui e si va avanti così. Posso certamente dire che senza di lui la squadra ha un gioco differente, più corale, mentre Ibrahimovic era l’accentratore assoluto, ogni azione coinvolgeva lui”.

PARAGONI – La Svezia si è qualificata ai mondiali sconfiggendo l’Italia. Certo, forse la nazionale azzurra meno competitiva degli ultimi…sessant’anni, ma è pur sempre una grande affermazione. Resta da capire se adesso questa Svezia può ripetere l’impresa del 1994, quando salì sul podio. Dahlin c’era. “È difficile fare un paragone. Posso dire che la nostra squadra del ’94 era figlia dell’Europeo del 1992 giocato in casa. In quegli anni facemmo un’importante esperienza internazionale, che ci aiutò molto sotto il profilo dell’autostima e abbiamo raccolto i frutti due anni dopo negli Stati Uniti. In più la nostra squadra era composta da molti giocatori che militavano nei principali campionati e nelle più importanti squadre europee, per cui ci eravamo abituati a lottare per obiettivi di un certo livello. Cosa che non posso dire di questa squadra, con la quale però c’è in comune il discorso dell’autostima: aver eliminato l’Italia ha dato una grandissima spinta e penso che le possibilità per passare il turno siano buone“.

PROSPETTIVE – Tanti giocatori all’estero. In questo caso tutti. Nessun convocato gioca nel campionato svedese. Dunque un vantaggio: “Non la vedo una cosa così negativa dato che si misurano in tornei più importanti. Ad ogni modo dopo il Mondiale Granqvist tornerà all’Helsingborg e anche Larsson tornerà in patria. La sorpresa? Potrebbe essere Jimmy Durmaz, anche se non è giovanissimo. E occhio a Claesson“.

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