Cutrone, viva la sincerità ma c’è il rischio squalifica

Cutrone, viva la sincerità ma c’è il rischio squalifica

Il gol di Cutrone, ingannevole ma irregolare, rischia di costare al milanista diverse giornate di squalifica. C’è un precedente poco incoraggiante, quello di Gilardino.

di Redazione Il Posticipo

Cutrone confessa: quel pallone l ‘ha toccato con la mano. Me senza rendersene conto. E anche se avesse avuto coscienza del genere, non avrebbe detto nulla all’arbitro. Viva la sincerità? O è giusto chiamarla ingenuità? L’unica certezza è che in campo, Cutrone è molto più scaltro rispetto a quando si concede a microfoni e telecamere. Salvato dal VAR, che non ha avuto immediatamente le immagini a disposizione per operare la scelta corretta, Cutrone difficilmente scamperà alla…mano del Giudice Sportivo.

Candiva verità, ma a rischio squalifica

“Non mi sono accorto di averla presa con la mano, e anche se me ne fossi reso conto non lo avrei detto all’abitro”. Le dichiarazioni sono troppo sincere e prive di sovrastrutture per non essere catalogate come vere. Ricordano, per certi versi, quelle pronunciate d Gigi Buffon dopo il gol non convalidato a Muntari nel Milan-Juventus che lanciò la squadra di Conte verso il primo scudetto. L’autorità competente, in questo caso, può intervenire in primis perchè Cutrone ha commesso un fallo. E poi perché è protagonista attivo dell’azione irregolare è sfuggita all’arbitro. In questo senso c’è già un precedente ed è quello di Alberto Gilardino che nel 2008 segnò, di mano, contro il Palermo. Il gesto sfuggì all’arbitro ma non alle telecamere e l’attaccante fu sospeso per due turni. Cutrone avrà lo stesso destino?

Al di là delle discussioni: Cutrone che giocatore

Al netto delle polemiche, Cutrone si conferma attaccante di razza superiore alla media. Se la palla arriva in area di rigore con i tempi e i giri giusti è quasi impossibile che non si incroci con questo ragazzo che “sente” la porta come pochi. Non è disonesto. Anzi, ci vuole molto coraggio a pronunciare quelle parole, Sin troppo facile rifugiarsi dietro l’ipocrisia. Viva la faccia, Cutrone ce l’ha messa. Certo, non è il massimo della sportività, ma ha un attenuante generica. Non ha percepito ciò che gli stava accadendo. Del resto ci sono volute diverse immagini prima di arrivare alla conclusione che il pallone fosse stato toccato con la mano. Il caso è chiuso: almeno sino alla prossima puntata.

 

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