MotoGP, Crutchlow perde peso e vola; ma è abbastanza per vincere?

MotoGP, Crutchlow perde peso e vola; ma è abbastanza per vincere?

Crutchlow perde peso ed è il migliore, per costanza, nelle prove libere del Qatar, complice una perdita di peso. Ma è sufficiente una dieta per correre?

di Redazione Il Posticipo

Basta perdere peso per andare forte in moto? Chiedere a Cal Crutchlow. Il centauro inglese ha seguito un duro programma alimentare che ha spostato l’ago della bilancia di sei chilogrammi. Quanto basta per essere il più continuo nei test invernali in Qatar. Il modo migliore per ripresentarsi in pista dopo una stagione disastrosa. Resta pero in piedi l’ipotesi se sia sufficiente perdere qualche chilo per correre più veloce.

Crutchlow segue il dogma: prima atleti e poi piloti

Di certo una corretta alimentazione è alla base di ogni attività sportiva. Il motociclismo è però una disciplina sui generis. La leggerezza della moto è direttamente proporzionale alla velocità in pista. Quindi si può legittimamente affermare che la perdita di peso corrisponda a qualche decimo di secondo in meno. Per arrivare in fondo a un Gran Premio di Moto GP però serve altro. In primis una sopportazione dello stress fuori dal comune. Basti considerare la resistenza alla forza di gravità e all’accelerazione. Quasi nessuno riuscirebbe a resistere a una “piegata” a 200 all’ora senza restarne disarcionato. Basta pensare che il “peso” della moto in una curva supera  i 200 kg. Quindi tantissimo lavoro e flessioni per potenziare gambe e braccia. Incide anche il fattore aerobico: durante una gara le pulsazioni non scendono mai sotto i 140-150 battiti e si arrivano a consumare dalle 1500 alle 3000 calorie a seconda del caldo e dell’umidità (in questo senso il Gp di Malesia è particolarmente temuto). Quindi: lunghe corse anche di 10 chilometri e tanti giri in bicicletta del circuito per memorizzarne le caratteristiche. Oltre, ovviamente, al simulatore.

Resistenza fisica e soprattutto mentale

Non basta allenarsi in palestra, però. A certi livelli, come in tutti gli sport conta anche la testa. I migliori sono coloro che riescono a gestire al meglio la tensione. Del resto prendere una decisione improvvisa a 300 su una moto lanciata a 300 chilometri orari non è esattamente semplice. La telemetria registra attività celebrali che mutano a seconda del circuito e persino al giro. Basta un “lungo” per causare un alterazione (in positivo o in negativo) della percezione e dell’attenzione. In questo senso la giornata più carica di “emozioni” il venerdì quando, in occasione delle prove libere, il cervello deve memorizzare il gesto agonistico. Criutchlov, come tutti, deve lavorare su tempi di reazione, capacità spaziali, memoria, e viso-ccordinativa-spaziale. Detto in parole semplici: sono i tempi in cui il cervello elabora i tempi di azione in relazione a ciò che accade intorno mentre si trova su un mezzo di trasporto. Sbagliare dai 30 ai 70 all’ora, significa tamponare o cadere o farsi male. Figurarsi in MotoGP…

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