Zenga e il tabù San Paolo, ancora amarezza per l’Uomo Ragno

Zenga e il tabù San Paolo, ancora amarezza per l’Uomo Ragno

Crotone in B e seconda grande amarezza partenopea per l’allenatore del Crotone. Il San Paolo non gli porta fortuna. Dopo un mondiale, anche una salvezza sfumata.

di Redazione Il Posticipo

Zenga e il tabù del San Paolo. Napoli, decisamente, non porta bene all’allenatore del Crotone, che si ritrova nuovamente con l’amaro in bocca dopo una partita decisiva in riva al Golfo. Una retrocessione in B e un Mondiale sfumato.

1990 – Le lancette del tempo tornano indietro di quasi diciotto anni, fermandosi alla notte del 3 luglio. Si gioca Italia-Argentina: semifinale di Coppa del Mondo. Al 24’ del secondo tempo Caniggia anticipa Ferri su cross di Olarticoechea. È sufficiente un colpo di testa. Quanto basta per beffare il portiere azzurro. In tanti hanno etichettato quel gol come un errore clamoroso del portiere. Zenga avrebbe sempre sostenuto che anche restando in porta, quel pallone non sarebbe stato prendibile. L’unica certezza è che il primo gol subìto da quella nazionale costa una finale mondiale. Ai calci di rigore, gli esecutori biancocelesti non lasciano scampo. Italia eliminata a un passo dal giocarsi il sogno a casa sua.

2018 – Diciotto anni dopo si torna sul luogo del…delitto. Un’altra partita senza una domani. E una nuova delusione. Se possibile, ancor peggiore di quella vissuta da giocatore, perché è la prima retrocessione in carriera dopo due scudetti (Serbia e Romania). Zenga aveva salvato il Catania, centrando anche il record di punti in serie A degli etnei. Il Crotone non è mai stato in partita, quasi staccando mentalmente, complici, forse, anche i risultati provenienti dagli altri campi. Del resto, i calabresi avevano pochissime possibilità di centrare la salvezza. In svantaggio contro tutte le dirette concorrenti negli scontri diretti, serviva comunque un doppio miracolo. Una vittoria al San Paolo non sarebbe bastata senza la frenata di SPAL o Cagliari.

SFORTUNA? – Un’annata sfortunata, quella vissuta dal Crotone, che forse più di altre contendenti avrebbe meritato la salvezza, ma si è trovato a dover fare i conti con un calendario da incubo. Nel frattempo le avversarie dirette, in maniera più o meno sospetta, accumulavano punti su punti proprio nel finale di campionato. Altrettanto vero, però, che la squadra di Zenga ha sprecato un doppio match ball, riaprendo, di fatto, la lotta salvezza perdendo due partite consecutive. A Benevento e in casa con la Spal. In ogni caso la squadra calabrese avrebbe meritato qualcosa in più. Ma il San Paolo non ha lasciato scampo di nuovo al tecnico.

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