Da inceppato a capocannoniere: la scommessa impossibile di Cristiano Ronaldo

Da inceppato a capocannoniere: la scommessa impossibile di Cristiano Ronaldo

A novembre, quando Messi gli era davanti di 12 lunghezze in classifica marcatori, Ronaldo ha scommesso che sarebbe stato comunque lui il Pichichi. E a quanto pare, l’ha presa davvero sul serio…

di Redazione Il Posticipo

A vederlo ora Cristiano Ronaldo, con il poker appena servito ad un ottimo Girona nel 6-3 dei Blancos, facile immaginarlo molto sorridente. Forse non lo era altrettanto a metà novembre, quando il suo bottino di reti nella Liga era fermo a uno. Prima la squalifica rimediata in Supercoppa e scontata per quattro giornate nel torneo di casa, poi un momento di appannamento di tutto il Real (che a conti fatti scava il solco che divide i madrileni e il Barça) ed ecco che i titoloni sono pronti, con tanto di ironia. Il tre dicembre 2017, il portiere del Benevento Brignoli ha segnato solo un gol in meno di Cristiano Ronaldo in campionato.

La scommessa di Cristiano Ronaldo

Quanto basta per scatenare la belva. CR7 vive per la competizione e se è vero che si dice spesso che senza Ronaldo Messi non sarebbe stato così forte, vale la stessa identica cosa per il campione di Madeira. Ed è per questo che, secondo i ben informati, nello spogliatoio del Real proprio a novembre il cinque volte Pallone d’Oro (quello dei due vestito di bianco) avrebbe fatto una scommessa che ha dell’incredibile. Nonostante uno svantaggio di undici reti rispetto a Messi, che da agosto a fine ottobre ne aveva già messe a referto dodici nella Liga, Ronaldo era convinto. Sarebbe stato lui, per la quarta volta in carriera, il Pichichi, il capocannoniere del campionato. Impossibile? Non per CR7.

CR7, 2018 di nome e di fatto

Certo, un paio di mesi dopo tutto sembrava ancora molto lontano, perchè da metà novembre all’inizio di gennaio la crisi di gol in Liga di CR7 è continuata. Al punto che all’inizio del nuovo anno Ronaldo era ancora a quattro reti, con Messi volato già a diciassette. Ma poi, come nelle migliori favole, l’incantesimo della strega cattiva che aveva incatenato Cristiano (in campionato, non certo in Champions) si è disciolto e il portoghese ha ricominciato a seminare il terrore nelle difese avversarie. Dalla doppietta contro il derelitto Deportivo del 21 gennaio, CR7 ha sempre segnato quando è sceso in campo, escluso il pareggio con il Levante. Diciotto reti in nove partite, una media di due a match.

Da scommessa impossibile a ribaltone vicino

E Messi si avvicina sempre più, perchè anche la Pulce ha sofferto di un periodo di flessione e dai tempi in cui era in vantaggio di tredici lunghezze non ha fatto molti passi avanti. La classifica cannonieri di Liga ora recita Messi 25 e Ronaldo 22, con il portoghese che ha anche scavalcato Luis Suarez, fermo a 21. E improvvisamente la scommessa di novembre non sembra più così impossibile. Il che non fa altro che dimostrare che, esattamente come la squadra che rappresenta ormai da quasi un decennio, non è mai una buona idea dare per morto Cristiano Ronaldo. Il quale, tra le tante indubbie qualità sul campo, ne ha anche più di qualcuna fuori dal rettangolo verde. Una tra tante? Non parla mai a vanvera. Neanche quando quello che ha appena detto sembra sfiorare l’impossibile.

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