Quarant’anni e quasi trecento gol: buon compleanno, Didier Drogba!

Quarant’anni e quasi trecento gol: buon compleanno, Didier Drogba!

Quarant’anni e non sentirli. Didier Drogba è un eterno ragazzino e continua a divertirsi in giro per il mondo, anche ora che non calca più i campi da calcio europei. E a segnare, come ha sempre fatto nel corso della sua carriera.

di Redazione Il Posticipo

Quarant’anni e non sentirli. Didier Drogba, nato l’11 marzo 1978, è un eterno ragazzino e continua a divertirsi e a segnare in giro per il mondo, anche ora che non calca più i campi da calcio europei. Uno dei calciatori africani più rappresentativi di sempre, il bomber della Costa d’Avorio è ora a spaccare porte negli Stati Uniti, con la maglia dei Phoenix Rising e non ha alcuna intenzione di appendere gli scarpini al chiodo. Nè lo vogliono i suoi fan, una legione sparsa in tutti gli angoli del globo, affascinati da quel mix di forza, velocità e classe che ha resto Drogba uno dei bomber più prolifici dello scorso ventennio e che ha regalato gioie e trofei soprattutto al Chelsea e al Galatasaray. E per omaggiare i primi quarant’anni di un attaccante, non c’è modo migliore che attraverso i gol più importanti di una carriera che non vuole proprio finire…

Marsiglia

La carriera in Europa di Drogba comincia in Francia, prima al Le Mans e poi al Guingamp, ma è con la maglia del Marsiglia che l’attaccante della Costa d’Avorio si fa largo come uno dei bomber più prolifici della Ligue 1. Resta in Provenza solo una stagione, ma abbastanza per realizzare 32 reti in tutte le competizioni, comprese le 11 che trascinano i transalpini alla finale di Coppa UEFA, persa a Goteborg contro il Valencia. La più bella resta forse quella che apre la semifinale di ritorno contro il Newcastle, un compendio di forza, velocità e tecnica.

Chelsea

Dire Drogba è dire Chelsea. Anche normale, dato che a Londra il bomber della Costa d’Avorio si è consacrato a livello mondiale e ha realizzato la maggior parte delle sue reti. Primo africano a raggiungere (e superare ampiamente) quota 100 in Premier League, Drogba è protagonista assoluto delle stagioni vincenti dei Blues, sia con Mourinho (che lo considera come un figlio e che ha firmato la prefazione della sua autobiografia) che con Ancelotti. La rete simbolo del suo strapotere nel campionato inglese è quella a Goodison Park a tempo scaduto, che vale al Chelsea una soffertissima vittoria contro l’Everton. Un gesto tecnico che ricorda grandi bomber del passato come Batistuta.

Galatasaray

Un anno e mezzo in Turchia, ma quante soddisfazioni! Campionato vinto, coppa nazionale e supercoppa nel giro di 18 mesi. I tifosi dell’ Ali Sami Yen lo adorano e il bomber risponde con reti di ottima fattura. Quella che nessuno potrà mai dimenticare però arriva in Champions League, ai quarti di finale contro il Real Madrid. È il gol del 3-1 che regala al Galatasaray la possibilità di credere in un impresa, di poter ribaltare la netta sconfitta subita al Bernabeu. Il sogno arriva con una rete…da sogno, un tacco che sorprende compagni e avversari e che rappresenta il suo gol più bello in Turchia.

Costa d’Avorio

Drogba guida la sua Nazionale a ben tre Coppe del Mondo (2006, 2010, 2014). La Costa d’Avorio però viene sempre sorteggiata in gironi molto complicati e non riesce mai a superare il primo turno. Ma l’attaccante degli Elefanti riesce comunque a farsi valere, diventando il primo calciatore africano in grado di segnare una rete al Brasile, quella che fissa il punteggio sul 3-1 nella partita del girone G del Mondiale 2010.

Champions League

I gol più importanti della carriera di Drogba però sono due. Entrambi arrivati nella stessa serata, quando a Monaco di Baviera il Chelsea, guidato da Roberto Di Matteo, affronta i padroni di casa nella finale di Champions League. Una finale che sembra amara come quella di Mosca, finchè non ci mette lo zampino il bomber. Che prima con un imperioso colpo di testa pareggia la rete di Müller e poi si prende la responsabilità di calciare l’ultimo rigore, quello che vale la gioia più grande. Un punto esclamativo significativo ad una carriera già ricca di vittorie, ma che quella notte del 2012 diventa improvvisamente leggenda.

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