Come in un film: Pablo Escobar voleva far saltare in aria il CT del Perù Gareca!

Come in un film: Pablo Escobar voleva far saltare in aria il CT del Perù Gareca!

Di Pablo Emilio Escobar Gaviria si è detto e si dice tanto anche a venticinque anni dalla sua morte. Ma che El Patron potesse avere intenzione di uccidere El Tigre Gareca, l’attuale allenatore del Perù, e tutta la squadra dell’America de Calì, è una novità un po’ per tutti.

di Redazione Il Posticipo

Di Pablo Emilio Escobar Gaviria si è detto e si dice tanto anche a venticinque anni dalla sua morte. Quella del re del narcotraffico mondiale è diventata una figura “di culto” al pari di Al Capone, a cui sono stati dedicati libri, film, serie TV famose in tutto il mondo e persino tour turistici nelle zone frequentate dal boss del Cartello de Medellin. Ma che El Patron potesse avere intenzione di uccidere El Tigre Gareca, l’attuale allenatore del Perù, è una novità un po’ per tutti. A raccontarlo è John Jairo Velásquez, detto Popeye, uno dei fedelissimi di Escobar, alla testata peruviana El Popular.

GUERRA CON L’AMERICA – La colpa di Gareca? Giocare con l’America de Calì, una squadra che a Escobar non poteva decisamente stare simpatica, visto che nel club c’erano interessi dei capi del Cartello de Calì, l’acerrimo rivale di quello di Medellin. E di conseguenza durante il conflitto armato tra le due organizzazioni criminali, i calciatori hanno rischiato grosso, El Tigre compreso. “Pablo Escobar teneva sempre d’occhio tutti i giocatori dell’ América de Calì, eravamo in guerra. E Ricardo Gareca è sempre stato nel mirino del boss. Tuttavia, non è mai riuscito a raggiungerlo. E l’amore per il calcio di Escobar ha salvato Gareca e tutti quanti i giocatori dell’América de Calì, perchè si era pensato di farli saltare in aria con un’autobomba dopo che il Cartello de Calì ha fatto lo stesso con la famiglia di Pablo“.

ALTRE STORIE – Sembrerebbero le scene di un film, se le parole non venissero raccontate a El Popular da una delle persone più vicine a Pablo Escobar. E Popeye continua, snocciolando altri aneddoti che descrivono lo strano rapporto del Re della Cocaina con il calcio. “Escobar ha fatto rapire giocatori dell’America per far uscire allo scoperto i fratelli Rodriguez (i capi del Cartello di Calì) e siccome non hanno collaborato ha fatto uccidere la famiglia di Pedro Sarmiento, che ora è un allenatore famoso, ma che all’epoca non ha collaborato neanche lui“. E che ha lasciato il calcio ad appena trent’anni… E forse anche per questo che Popeye conclude che “i signori della droga hanno fatto parecchi danni al calcio colombiano“.

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