“Vi rovineranno”: la lunga guerra tra Bradley Wiggins e il Team Sky

“Vi rovineranno”: la lunga guerra tra Bradley Wiggins e il Team Sky

Wiggins vuole convincere i giovani virgulti della sua scuderia a non affidarsi alle facili prospettive di vittoria garantite dalla squadra che sta dominando il ciclismo mondiale ma sempre con addosso l’ombra dell’abuso di farmaci.

di Francesco Cavallini

Non andate al Team Sky, vi rovineranno. Certo, questa dichiarazione, riportata dal Telegraph e fatta da chi del Team Sky è stato membro e punta di diamante per cinque anni rischia di suonare abbastanza ipocrita. Del resto è proprio con la maglia della scuderia britannica che Bradley Wiggins ha trionfato nel 2012 nel Tour de France, tra l’altro non senza essere stato al centro di più di qualche sospetto. Eppure, parlando ai talenti di quello che ormai il suo team personale, il Team Wiggins, nato per permettere ai giovanissimi britannici di emergere nel mondo del ciclismo, il cinque volte olimpionico non le ha certo mandare a dire alla sua ex squadra, già al centro di più di qualche polemica.

Il Team Sky, la squadra di Froome…

Difficile infatti dire Team Sky e non pensare a Chris Froome, attualmente impegnato nelle competizioni ciclistiche nonostante un giudizio pendente da parte dell’agenzia antidoping riguardo la sua positività di qualche mese fa. Il quattro volte vincitore del tour (sconvolgimenti di albi d’oro permettendo) ha infatti deciso di continuare a correre invece di sottoporsi ad una sospensione cautelare. Questo, seppur menzionato indirettamente, è uno degli episodi citati da Wiggins per convincere i giovani virgulti della sua scuderia a non affidarsi alle facili prospettive di vittoria garantite dalla squadra che, dalla sua nascita nel 2010, sta dominando il ciclismo mondiale. Una squadra che ha certamente un’organizzazione da top team, ma in cui i fattori positivi sono bilanciati, secondo Wiggins, da quelli negativi.

…ma anche di Wiggins

L’accusa, mai espressa apertamente ma abbastanza malcelata, riguarda ovviamente l’abuso di farmaci. Non vero e proprio doping, ammesso che si sia in possesso di una esenzione terapeutica per i medicinali assunti. Il che è esattamente quello che ha creato parecchi problemi a Wiggins nel 2012 quando, proprio grazie all’esenzione terapeutica, ha potuto utilizzare un corticosteroide (farmaco vietato dall’agenzia antidoping) prima della sua vittoria al tour de France. Abbiamo il classico caso di bue che dice cornuto all’asino? Possibile, ma c’è da considerare che non si tratta della prima accusa al Team Sky, di essere maestro nel “giocare con il sistema”, espressione inglese che sta significare scavalcare le regole fingendo di rispettarle.

Un dominio economico che sta rovinando il ciclismo?

E Wiggins, che ha costruito la sua scuderia con l’idea di trasformarla nella “squadra del popolo”, non solo sconsiglia ai suoi ragazzi di affidarsi alle cure del Team Sky da un punto di vista sportivo, ma pone anche l’attenzione sulla necessità di una regolamentazione economica del ciclismo. L’ingresso nel circuito di una potenza come quella di Sky sta creando non pochi problemi, non dissimili a quelli già rilevati in altri sport quando sono arrivati investitori in grado di far saltare il banco. Il predominio anche economico del Team Sky, in grado di offrire ai ciclisti ingaggi molto più alti del resto delle squadre, è un altro dei punti critici sottolineati da Wiggo, che si è spinto a proporre un salary cap per le squadre che partecipano al tour mondiale dell’UCI.

Dopo il suo ritiro, Wiggins si è dunque trasformato in un vero e proprio rivoluzionario. Un nemico che, come nelle migliori tradizioni, il Team Sky pare essersi costruito dall’interno.  E chissà chi si aggiudicherà questa battaglia. Se il team più forte del momento o il ciclista più vincente di tutti tempi alle Olimpiadi. In ogni caso, per sapere come finirà, ci sarà…da pedalare.

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