Dalla Champions all’oblio – Che fine ha fatto Roberto Di Matteo?

Dalla Champions all’oblio – Che fine ha fatto Roberto Di Matteo?

Cosa sta facendo ora uno degli ultimi tecnici italiani capaci di conquistare la Champions League? Come è proseguita la sua carriera dopo il 2012?

di Francesco Cavallini

Mentre Eusebio Di Francesco si inserisce nel ristretto novero dei tecnici tricolori capaci di trasportare la propria squadra alle semifinali di Champions League, guardando all’albo d’oro della massima competizione continentale salta all’occhio un particolare. Uno degli ultimi allenatori italiani ad alzare la Coppa dalle grandi orecchie è stato Roberto Di Matteo, che nel marzo 2012 si è seduto sulla panchina del Chelsea e qualche mese dopo è riuscito in un’impresa che nello stesso club era sfuggita, ad esempio, a Mourinho o ad Ancelotti. Eppure, dopo quel trionfo inaspettato, la carriera dell’ex centrocampista della Lazio non è decollata, anzi…

UNA CHAMPIONS INATTESA – Ma facciamo un passo indietro, a quel fatidico anno 2012. All’inizio della stagione Di Matteo viene scelto come assistente di Villas-Boas, dopo un paio di buone stagioni alla guida del West Bromwich. L’esonero del tecnico portoghese gli spalanca la…panchina, nella classica soluzione stile Chelsea del traghettatore interno. Ma Di Matteo la squadra la traghetta bene, anche troppo, al punto che…comincia a navigare. All’esordio in Champions League il tecnico guida i Blues ad una storica rimonta contro il Napoli di Mazzarri. I londinesi raggiungono i quarti, dove si liberano con facilità del Chelsea. E persino la sfida in semfinale al Barça di Pep Guardiola diventa una formalità. Si va a Monaco di Baviera a portare via la Coppa ai padroni di casa del Bayern, non prima di aver vinto anche la FA Cup.

ADDIO CHELSEA – Un’impresa eccezionale, da predestinato, che gli vale chiaramente il rinnovo del contratto con il Chelsea. Che si aspettava un manager ad interim e che invece alla fine se lo tiene anche per la stagione successiva. Ma l’idillio dura poco. L’irriconoscenza di Abramovic è pari solo alla sua pazienza, perchè dopo neanche sei mesi dalla vittoria continentale Di Matteo viene esonerato, complice una sconfitta contro la Juventus del suo ex compagno di Nazionale Antonio Conte. A Londra arriva Benitez e Di Matteo, da tecnico campione d’Europa, comincia a cercare una nuova panchina. Ci vorrà un po’, perchè fino all’ottobre 2014 l’allenatore italiano rimane senza una squadra.

SENZA PANCHINA – La nuova opportunità arriva dalla Germania. Lo Schalke 04 lo chiama per sostituire Keller. Anche qui, le cose non vanno come previsto e a fine stagione Di Matteo si dimette per divergenze con la società. Nel 2016 si torna in Inghilterra, all’Aston Villa, nobile decaduta in Championship. Ma in questo caso il tecnico non mangia neppure il panettone: esonero ad ottobre dello stesso anno, fatale la sconfitta contro il Preston North End. E quindi la partita del primo ottobre 2016 resta al momento l’ultima su una panchina per Di Matteo, nonostante la sua volontà espressa all’inizio di questa stagione di rimettersi in gioco. In ogni caso, con sole 221 partite in carriera da allenatore, è riuscito a conquistare ciò che tecnici come Conte, Allegri o Mancini cercano di raggiungere da una vita.

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