I numeri parlano chiaro: la regina d’Europa…è il Liverpool

I numeri parlano chiaro: la regina d’Europa…è il Liverpool

Per fortuna che c’è la Champions. Questo può essere il motto dei tifosi del Liverpool, che stanno assistendo ad una campagna europea dei Reds che evoca dolci ricordi…

di Redazione Il Posticipo

Qualcuno, alla quinta rete dei Reds contro il Porto, avrà anche speso qualche lacrimuccia. Soprattutto i tifosi più attempati del Liverpool, quelli che ricordano ancora la squadra capace di aggiudicarsi ben quattro Coppe dei Campioni tra il 1977 e il 1984. Ma anche chi ha vissuto gli anni di Benitez, tra Istanbul e Atene, di certo avrà avuto di che emozionarsi. E per un po’, almeno di martedì o di mercoledì, ci si può dimenticare della maledizione di Keegan, del fatto che sono quasi tre decenni che il glorioso Liverpool non porta a casa il campionato. Quella First Division che nel frattempo è diventata Premier League ed è finita a Leeds, a Blackburn, perfino a Leicester, ma non ad Anfield. Per fortuna, però, c’è la Champions.

Che l’Europa sia il terreno di caccia preferito dei Reds è risaputo, in bacheca ci sono anche tre Coppe UEFA e altrettante Supercoppe a dimostrarlo. Ma che in questa stagione, numeri alla mano, il Liverpool potesse essere tra le migliori squadre del continente non era così scontato. E a parte i risultati, con tanto di passaggio del girone da prima in classifica e quarti ormai praticamente già raggiunti dopo la manita al Porto, sono altre le cifre che sottolineano come questa Champions parli abbastanza…scouser. I ventotto gol realizzati, ad esempio, più delle altre contendenti. Ma anche e soprattutto le prestazioni dei calciatori che non ti aspetti e che invece stanno brillando sul palcoscenico più importante.

Karius, la saracinesca continentale

Come Loris Karius, la saracinesca che viene dal Baden-Württemberg. Uno che la sua nazionale non la vede neanche con il binocolo, perchè quando hai davanti Neuer, Ter Stegen e volendo anche Trapp e Leno, beh, diventa complicato vestire la maglia della Mannschaft. E anche nel club non è che Karius se la passi granchè bene, dato che il portiere di campionato del Liverpool sembra essere ufficialmente Mignolet, in un’alternanza che per un estremo difensore non è esattamente la situazione più sana. Ma quando sente l’inno della Champions, il tedesco si trasforma. Sette partite, sei reti subite e ben quattro clean sheets. Alla faccia di chi dice che il Liverpool è una squadra prettamente offensiva.

Firmino, il primo degli umani

Poi, in realtà, il Liverpool lo è, perchè il primato di reti in Champions è figlio di una mentalità che Klopp ha instillato nei suoi e che sembra portare molti più frutti fuori dai confini che in Premier. E anche qui i numeri vengono a coadiuvarci. Perchè sarà anche vero che il capocannoniere della competizione è il solito ed alieno Cristiano Ronaldo (e non potrebbe essere altrimenti), ma a seguirlo nella speciale classifica è un bomber abbastanza inaspettato, quel Firmino che con una rete a partita è a quota 7, non contando neanche i quattro assist forniti ai compagni.

Milner, re degli assist

Anche perchè persino il re dei passaggi vincenti veste rosso e probabilmente è il più improbabile del lotto. In cinque presenze stagionali, James Milner, grande ex del City e ora all’occorrenza anche capitano dei Reds, ha già messo a referto sei assist in Champions League, giocando in tre posizioni di campo diverse: centrocampista centrale, ala destra e…terzino sinistro. Meglio di De Bruyne, che all’Etihad ha preso il suo posto in mediana, ma anche dei vari Messi, Iniesta e Pjanic. Numeri da capogiro, che altro non fanno che evidenziare la vocazione continentale del Liverpool. Che in campionato rischia di rimanere fuori dalle posizioni che contano, ma non si preoccupa. Del resto, la cabala parla chiaro. C’è stato un anno in cui i Reds sono arrivati quinti in Premier League, ma non è certo quello il motivo per cui la stagione è rimasta storica. Istanbul, Milan, rigori. Dice nulla?

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