Caso Neymar, anche la modella brasiliana finisce nei guai? Najila Trindade è stata denunciata dalla Polizia per “calunnia” perché…

Caso Neymar, anche la modella brasiliana finisce nei guai? Najila Trindade è stata denunciata dalla Polizia per “calunnia” perché…

Non solo accuse nei confronti di Neymar: Najila Trindade ha attaccato pesantemente anche la Polizia per corruzione. Queste parole però non sono affatto passate inosservate: adesso si complica anche la posizione della donna?

di Redazione Il Posticipo

Non solo Neymar: qualche settimana dopo anche la donna che lo ha accusato di stupro è nei guai. Dopo aver attaccato duramente la stella del Brasile che salterà la Copa América per la rottura dei legamenti della caviglia destra, Najila Trindade non si è fatta problemi a rifilare due paroline tutt’altro che dolci nei confronti della polizia. Le osservazioni calunniose della donna però non sono passate in secondo piano: ne pagherà presto le conseguenze?

“CALUNNIA” – Secondo quanto riportato da Marca, la polizia civile dello Stato brasiliano di San Paolo ha presentato una denuncia per “calunnia” nei confronti della donna che accusa Neymar di stupro: l’informazione è stata riferita da fonti ufficiali. La denuncia contro Najila Trindad è stata depositata presso il Sesto Distretto di Santo Amaro, nel sud di San Paolo: il commissario José Fernando Bessa ha considerato calunniose le osservazione fatte dalla modella in un’intervista per il programma “Conexao Reporter” in onda sul canale televisivo SBT. Oltre ad aver ribadito la colpevolezza di Neymar autore di aggressione e stupro ai suoi danni per fatti accaduti il 15 maggio in un hotel parigino, la donna ha accusato di corruzione la Polizia Civile. Questa mossa non è stata presa affatto bene.

IL CASO – La donna è stata interrogata sul presunto furto di un tablet in cui sostiene che siano contenute le prove che inchiodano Neymar. Nel suo appartamento però sono state individuate dalle autorità solo le sue impronte digitali e quelle della sua dipendente di fiducia. A questa osservazione la donna ha replicato: “O la Polizia è corrotta o sono pazza”. Le autorità hanno risposto all’accusa nel loro rapporto: “Analizzando il contenuto delle dichiarazioni del Najila alla stampa e quanto detto a proposito delle impronte digitali prese nel suo appartamento, è stato macchiato l’onore della Polizia come istituzione e gli esperti incaricati di prendere il materiale dattiloscopico”. Il Sindacato dei Commissari di Polizia dello Stato di San Paolo (Sindpesp) e l’Associazione dei capi di polizia (Adpesp) ha emesso una dichiarazione in cui esprime “solidarietà a tutte le vittime della violenza di genere, ma rinnega congetture che macchiano l’immagine di un’intera istituzione”. Adesso il caso si complica anche per la modella?

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy