Casillas: “Mourinho? Un capitolo chiuso. Farò l’allenatore”

Casillas: “Mourinho? Un capitolo chiuso. Farò l’allenatore”

Il portiere del Porto, Campione di tutto con la Spagna e il Real Madrid parla della sua carriera, tranne che del rapporto con Mourinho…

di Redazione Il Posticipo

Casillas, basta con Mourinho. Capitolo chiuso, quello con il tecnico portoghese. In una lunga intervista rilasciata al settimanale Expresso e riportata da Marca, il portiere ripercorre le tappe salienti della sua carriera. Uno degli ultimi romantici. Con Buffon, condivide l’anzianità di servizio e il titolo di Campione del Mondo. Con Cech, invece, il ruolo dei tre moschettieri, ultimi interpreti dei primi anni 2000 ancora in auge.

SEGRETI – Il segreto della longevità? Il sapersi gestire fuori dal campo. “Ho 37 anni e ancora voglio godermi il calcio e il palcoscenico europeo. Non ho ancora fissato una data per il ritiro anche se evidentemente il tempo che mi resta per giocare è poco. Non ho particolari segreti per tenermi in forma. Sono molto attento nella cura dell’alimentazione e alle ore da dedicare al riposo”.

MOURINHO – C’è spazio anche per qualche punta polemica. Come il passaggio su Josè Mourinho. Casillas non ne parla volentieri. Anzi, evita proprio l’argomento. I dissapori ai tempi del Real appartengono a un passato che non va riaperto. “Sono passati cinque o sei anni da quando ho lasciato il Real Madrid credo che dei miei problemi con Mou non se ne dovrebbe più parlare, perché sarebbe assurdo riaprire un discorso chiuso da tempo”.

FUTURO – Ancora in campo. Poi un futuro in panchina o dietro la scrivania? Casillas sembra avere le idee chiare. “Ho il contratto in scadenza con il Porto al termine di questa stagione, valuteremo il futuro. Farò sicuramente il corso di allenatore, ma prima dovrò smettere con il calcio giocato e non so quando succederà. E a quel punto dovrò valutare se sia il caso che, una volta lasciato il calcio giocato, sia in grado di gestire una squadra dalla panchina. Non penso però di relegarmi al ruolo di preparatore dei portieri. Ho giocato con grandi campioni, mi piacerebbe allenare una squadra, piuttosto che un calciatore”.

 

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