Calaiò e i bomber con la B maiuscola

Calaiò e i bomber con la B maiuscola

Emanuele Calaiò entra nel club dei “centenari di serie B”. Una gruppo di bomber di razza “cadetta” che a volte hanno faticato in A, ma che in categoria non temono confronti.

di Luigi Pellicone

Una giornata speciale per la serie B e per quanto accade in Cremonese-Cittadella. Partita del ricordo di Astori (che ha giocato in grigiorosso perdendo proprio con il Cittadella uno spareggio per la B) e che permette ad Emanuele Calaiò di entrare nei club dei “centenari” della B. B come Bomber di razza. O meglio, di categoria. Perché scorrendo la classifica è evidente che la cadetteria sia terreno di caccia per attaccanti che hanno tutti qualcosa in comune. Devastanti in B, “normali” in A. Tranne un’eccezione…Dario Hubner.

Stefan Schwoch

Il primatista è il perfetto prototipo del bomber di categoria: Stefan Schwoch, tra i cadetti un’arma non convenzionale. 135 reti in serie B. Protagonista assoluto del Venezia (17 gol in 36 partite) dei miracoli e della risalita del Napoli. In serie A, però, la mitragliatrice si inceppa, o non funziona con la stessa efficacia. Esordisce a trenta anni nella massima serie e non si ambienta. Appena due gol in un girone. Dalla Laguna… scende sul Golfo ed è di nuovo un trionfo. Con il Napoli segna ventidue gol in 35 partite e riporta gli azzurri in A, ma non li accompagna. Preferisce continuare a far impazzire difensori e portieri cadetti con la maglia del Vicenza.

Dario Hubner

Un altro goleador di razza “cadetta” è Dario Hubner, che non è salito sul gradino più alto del podio perché ha conosciuto una seconda (anche terza) giovinezza in serie A. Meglio conosciuto come Tatanka, bisonte. Il perchè? Bastava osservarlo: si buttava su ogni pallone come se fosse l’ultimo. Dal 1995 al 2000 non scende mai sotto i quindici gol a stagione. A differenza di Schwoch, quando conquista la serie A non la molla e conserva anche una grande prolificità. Arriva tardi. Ha trentatré anni suonati, e dura poco, ma quanti gol: diciassette con il Brescia nel 2001 (con Pirlo e Baggio), 24, che lo rendono capocannoniere con David Trezeguet. E poi 12 con il Piacenza. Quindi il ridimensionamento: retrocede con l’Ancona, poi, con l’amico Poggi, accetta la sfida del Mantova e lo riporta in B. Ultimo acuto di una carriera fantasticamente nostalgica. I suoi numeri? 116 gol in 234 partite di B. Uno ogni due.

Cacia e Caracciolo, ancora in corsa

Il primato di Schwoch è comunque messo in serio pericolo e con ogni probabilità è destinato a cadere. Perché vi sono ancora due “ragazzetti” terribili, destinati a giocarsi il record e a tirare giù dal podio un altro bomber: Giovanni Costanzo, attaccante degli anni ’40 “fermatosi” a quota 130. Cacia è già a 134, precisamente a una lunghezza dal primo posto. Caracciolo insegue a 129. Un po’ più complicato ma non impossibile. Se anche il centravanti non riuscisse a superare il collega, gli resterà comunque una grande soddisfazione. L’airone vola altissimo, assolutamente irraggiungibile, come capocannoniere della B con la stessa maglia. 129 gol, ma tutti con il Brescia.

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