Higuain crea, Super Gigi conserva…

Higuain crea, Super Gigi conserva…

Higuain crea e Buffon conserva. Una prova da numero…uno. Il bianconero torna e si riprende la porta della Juventus. A 40 anni non è il momento di dire basta.

di Redazione Il Posticipo

Higuain crea, Buffon conserva. L’argentino segna il suo quinto gol in Coppa Italia su sette partite giocate con la Juventus, realizzando, fra l’altro il gol più veloce dall’inizio della stagione, nonché il più precoce subìto dall’Atalanta. Tutti in piedi per Buffon. Applausi a scena aperta. Buon compleanno e buon anno Supegigi. E tanti saluti a chi si era dimenticato di un campione che, a 40 anni, è ancora capace di compiere interventi prodigiosi. Gomez non ha un grande rapporto con gli undici metri (3 errori su 5, più della metà), però nulla toglie alla prodezza di un campione tornato a ruggire. Un rientro quasi prepotente. Un rigore parato e un miracolo nel finale, tanto per far capire a tutti che la parola “fine” è ancora lontana.

E Buffon si riprende il suo posto

In coppa Italia dopo cinque anni. Non è una competizione che gli appartiene, semplicemente perchè, nella logica del turnover, era lui a lasciare spazio fra i pali. A 40 anni qualcosa è cambiato, ma solo per poco. La sensazione è che Szczesny dovrà raddoppiare gli sforzi per conservare la titolarità. Che ha già perso. Re Gigi si è solo riposato. Non mostra segni di cedimento fisico. Eppure, la notte di Bergamo è quella peggiore per un portiere reduce da un infortunio muscolare. Freddo umido e penetrante, un nemico infido per chi, da fermo, deve compiere movimenti esplosivi. Ebbene, la risposta è da…numero uno. Buffon si allunga con l’esplosività di un ventenne. Venti, come i rigori parati in carriera. Giusto per smentire la leggenda metropolitana di chi ritiene che neutralizzare i tiri dal dischetto sia il suo tallone d’Achille.

La parola “fine” è ancora lontana

La Juventus mantiene la porta inviolata e Buffon aggiunge un’altra perla a un corollario di una carriera straordinaria. Non è facile gestire quella che può essere l’ultima stagione, specialmente per le amarezze sopportate. L’eliminazione dal Mondiale, che lo ha privato della possibilità di essere l’unico calciatore della storia presente in sei edizioni iridate. Poi l’infortunio al polpaccio gli ha negato la possibilità di raggiungere e superare Paolo Maldini in cima alle presenze in serie A. O forse gli ha offerto un’altra occasione: quella di giocare ancora un altro anno. Non vuole regali Gigi, ma essere un punto fermo. E ha dimostrato, con i fatti, di poter recitare da protagonista anche a 40 anni. Si è ripreso la porta, e nell’attesa di capire se indosserà ancora i guantoni, ha l’ultima (o forse no) missione da compiere. C’è una data cerchiata in rosso. 26 maggio, Kiev. Ucraina. Finale di Champions. L’unico trofeo che gli manca. E, se c’è una giustizia, che merita.

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