Buffon eterno? Insomma… “Quando ho sfidato il figlio di Chiesa ho pensato di smettere”

Buffon eterno? Insomma… “Quando ho sfidato il figlio di Chiesa ho pensato di smettere”

Il portiere ha affrontato moltissimi campioni nella sua lunga carriera. Negli ultimi anni però ha avuto anche il piacere (o il dispiacere?) di confrontarsi coi loro figli: una prova che inizialmente gli ha fatto addirittura ponderare… il ritiro!

di Redazione Il Posticipo

Scrivere la storia del calcio significa iniziare presto e finire tardi, affrontare mille campioni e, quando sei vicino ad appendere gli scarpini al chiodo (o guanti), sfidare magari anche i loro figli. Gianluigi Buffon può dire di averle viste praticamente tutte: ha vinto tantissimi scudetti e ha sollevato al cielo la Coppa del Mondo, ma gli manca la Champions, sfumata sul più bello per troppe volte quando era alla Juve e che ora sta cercando disperatamente di inseguire col suo PSG. Viste le condizioni attuali del portiere, il ritiro sembra ancora lontano. Però recentemente un episodio gli ha fatto pensare che il momento fosse arrivato…

THURAM – Enrico Chiesa (classe ’70), Lilian Thuram (’72) e Gianluigi Buffon (’78) hanno scritto la storia del Parma tra la fine degli Anni ’90 e l’inizio Duemila: tanto basterebbe per restare tutti uniti per sempre. Il destino però si è divertito col portiere, che recentemente ha sfidato i figli del difensore francese, a cominciare da Marcus attaccante del Guingamp: “Ho visto anche Khéphren, che era in panchina quando abbiamo affrontato il Monaco“, ha dichiarato Buffon ai microfoni di Eurosport, al suo ex compagno Alain Boghossian. “È una cosa molto bella perché alla fine ho incontrato tutti i figli di ragazzi e compagni ai quali ho voluto veramente bene e ai quali sono legato ancora adesso. La particolarità di giocare contro di loro è un regalo della vita, alla fine sono delle piccole gioie. Ma prima di andare in Francia, l’ex portiere bianconero ha pensato che fosse davvero arrivato il momento di smettere.

CHIESA – Quella volta Buffon è rimasto di sasso: “Quando ho giocato contro il figlio di Chiesa, due anni fa, ero disorientato all’inizio. Perché era la prima volta che giocavo contro il figlio di un compagno e ho pensato fosse l’ora di smettere”. Ma poi non è stato così: e il portiere ha accettato la corte del PSG che gli ha regalato una seconda giovinezza e la possibilità di giocarsi le sue ultimissime carte in chiave Champions. E se non c’è due senza tre, dopo quelli di Chiesa e Thuram potrebbe toccare ad altri figli d’arte magari sfidare il portierone azzurro…

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