Bruno Peres, fuori strada e fuori dal progetto Roma?

Bruno Peres, fuori strada e fuori dal progetto Roma?

L’incidente notturno nel cuore della Capitale rischia di costare carissimo a Bruno Peres, che viene escluso dalla prossima partita e che con l’ultima bravata sembra aver gettato alle ortiche ogni possibile futuro in giallorosso.

di Redazione Il Posticipo

La cosa complicata, volendo fare un po’ di facile ironia, non è avere una Lamborghini, quanto saperla guidare. E Bruno Peres, terzino destro della Roma, la Lamborghini ce l’ha, sia dentro che fuori dal campo. Del resto i suoi mezzi fisici e atletici lo rendono un po’ una fuoriserie: velocità fuori dal comune e, all’occorrenza, anche del sano estro brasiliano. Il problema sorge quando il numero 25 queste sue capacità non le sa gestire. Come non ha saputo gestire la sua vettura, che è terminata fuori strada nella notte romana. Incidente, polizia, alcol test e ritiro della patente, sia vera che calcistica. Per lui, niente Benevento. Poi chissà.

Niente convocazione per Bruno Peres

E quindi il codice interno di comportamento della Roma, già inaugurato dopo il capodanno un po’ troppo allegro di Nainggolan, miete la sua seconda vittima. La convocazione di Bruno Peres per la prossima sfida, quella casalinga contro i sanniti, è totalmente esclusa. Del resto Di Francesco era stato chiaro al riguardo, chi sbaglia paga. E schiantarsi all’alba con in corpo, pare, quasi quattro volte il tasso alcolemico consentito, non può che essere considerato uno sbaglio. Certo, quella di ieri per la Roma era la giornata libera, quindi, almeno in teoria, il brasiliano poteva fare ciò che voleva, ma iniziare il giorno di riposo in questura non è il massimo. Al punto che la società gli ha anche revocato la mini-pausa e l’ha costretto a lavorare in solitaria a Trigoria.

Il suo rifiuto ha fatto saltare l’arrivo di Laxalt

Paradossale questa situazione, soprattutto alla luce degli ultimi due giorni di mercato, quando Peres ha praticamente fatto saltare la trattativa che stava per portarlo a Genova sponda grifone in cambio di Laxalt. Una decisione sofferta la sua, ma motivata a suo dire dall’amore per la Città Eterna e per la volontà di dimostrare ai tifosi giallorossi che quello visto a Roma non è il vero Bruno Peres. Difficile, molto difficile che possa farlo ora, dato che la bravata notturna può costargli davvero caro. Certo, in fin dei conti il mancato arrivo dell’uruguaiano nella Capitale ha comunque permesso alla Roma di accorciare in classifica nei confronti della Lazio, ma non è questo il punto. Il punto è che i giallorossi hanno perso la possibilità di accaparrarsi un calciatore che poteva essere utilissimo per la rincorsa Champions ed ora si ritrovano di nuovo in rosa (o fuori rosa?) un oggetto abbastanza misterioso.

E adesso che succede?

La mancata convocazione può essere infatti solo il primo degli step del nebuloso futuro di Bruno Peres, che in fondo non ha mai convinto del tutto in campo. Del resto, se Monchi se ne stava per liberare senza troppe remore, un motivo ci sarà anche stato. Ora è arrivato anche questo schianto a complicare ulteriormente le cose. Fosse un giocatore fondamentale nell’impianto di gioco di Di Francesco, non ci sarebbe neanche da porsi tanti dubbi. Basterebbe vedere il caso Nainggolan, punizione scontata e reintegro immediato. Qui invece le cose si fanno un po’ più difficili, perchè anche sul rettangolo di gioco Bruno Peres è spesso stato soggetto a più di qualche amnesia, il che non contribuisce certo a renderlo intoccabile. Ed il rischio concreto è che la carriera giallorossa del brasiliano finisca così, da separato in casa fino a giugno, grazie ad una sbandata e a uno schianto contro un albero. Che poi a ben vedere è un po’ quello che, almeno a Roma, Bruno Peres ha quasi sempre fatto in campo: partire a tutta velocità e poi cozzare contro il difensore di fronte a lui. Scelte sbagliate. Sportivamente e non.

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