Casemiro, il bello (ma non troppo) di esser brutti

Casemiro, il bello (ma non troppo) di esser brutti

Casemiro più di Neymar. Seleçao più efficace che bella. La storia insegna che quando il Brasile rinuncia all’estetica per il pragmatismo, vince… E la squalifica dell’equilibratore spaventa i verdeoro…

di Redazione Il Posticipo

Il Brasile di Casemiro, più che di Neymar. Il gioiello del PSG trova la via del gol, ma il Brasile vince perché ha imparato il “bello di esser brutti”. La Seleçao non ruba l’occhio, ma fa il suo dovere e, soprattutto, trasmette un’importante sensazione di solidità. Rischia poco o nulla contro il Messico e appare in costante crescita. Quanto basta per spaventare la concorrenza. Il problema atavico del Brasile, del resto, è nel pragmatismo. Se trova il modo di essere anche efficace, vince il mondiale. È successo nel 1994 e nel 2002. Complice la presenza del mediano. Un uomo capace di abbinare qualità e quantità, dettare i tempi e, soprattutto, comandare la squadra.

STORIA – La storia insegna. Con il mediano il Brasile ha vinto due mondiali. Nel 1994 c’era Dunga, “cucciolo” solo sulla carta. In campo, il centrocampista ex viola non ha mai fatto mancare grinta e geometrie. Diga quasi insuperabile davanti alla difesa che ha permesso di reggere il passo felpato di Raì e l’indolenza di Romario e Bebeto senza pallone. Il suo erede? Gilberto Silva, altro raro equilibratore, che nel 2002 ha permesso la convivenza di Ronaldo, Rivaldo e Ronaldinho, le discese di Cafu e Roberto Carlos fungendo da difensore aggiunto. E in entrambi i casi il Brasile si è portato a casa la coppa.

EQUILIBRIO – Casemiro ricorda da vicino i suoi predecessori. Al netto delle qualità, la sua presenza infonde calma e tranquillità alla squadra e le ultime due prove contro Serbia e Messico ne hanno esaltato la capacità di non eccellere mai in assoluto ma di essere sempre indispensabile. E in un mondiale così equilibrato, spesso deciso dai dettagli, un giallo di troppo potrebbe pesare enormemente nell’economia del mondiale del Brasile.

SQUALIFICA – In questo senso, l’ammonizione e la conseguente squalifica del calciatore del Real è una pessima notizia, anche in virtù del tabellone. I quarti di finale, con ogni probabilità, opporranno la Seleçao al Belgio, una squadra con uno dei migliori centrocampi del mondiale. Gente che potrebbe mettere in difficoltà fisica e tecnica il Brasile che non farebbe mai a meno, come tutti coloro che l’hanno allenato, di questo ragazzo taciturno e magari non troppo bello a vedersi, ma tremendamente efficace. Specchio di un Brasile che mai come questa volta sembra poter acciuffare il Mondiale. E poi, in patria già fanno gli scongiuri per chi lo sostituirà. Fernandinho è bravo ma…ricorda una serata da cancellare. Non una, ma…sette volte!

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