Borja Valero, cotto e mangiato

Borja Valero, cotto e mangiato

Borja Valero rischia di uscire dall’undici titolare di Spalletti. Se, come sembra, l’inter punta sulla fisicità e su Rafinha, gli spazi per lo spagnolo si restringono sempre più.

di Redazione Il Posticipo

Bocciato. Senza se e ma. Se il centrocampo dell’Inter balbetta calcio non è solo colpa di Brozovic, additato ormai come nemico numero uno di San Siro. La luce si è spenta in coincidenza del calo di tensione di Borja Valero.

Borja Valero, anello debole del centrocampo

Intoccabile, ma anche indifendibile. L’involuzione dello spagnolo è evidente. In debito d’ossigeno e di forze: gli avversari corrono il doppio e lo schieramento tattico dell’Inter non lo aiuta. Una squadra troppo lunga, che lo costringe a coprire una porzione di campo troppo ampia. Semplicemente, Borja non regge il ritmo dei 90’. Sul finire del match con il Bologna, con l’avversario ridotto in dieci, perde un pallone che rischia di trasformarsi nell’azione del pareggio. Persino Spalletti sembra arrendersi all’evidenza. Lo spagnolo rallenta l’azione e perde troppi palloni. Un “vizio” pressoché impossibile da estirpare. Valero non è un regista, ma un giocatore d’appoggio. Un palleggiatore che ha la fantasia per galleggiare fra le linee ma non per reggere il centrocampo dettando le trame di gioco. Tocca troppe volte il pallone per essere un regista ma ha perso il passo da trequartista.

O recupera o va in panchina

Il vero problema è che l’Inter non ha un piano B. Ergo, Valero non può giocare i palloni sui venti metri e in orizzontale. L’unico modo per recuperarlo (o cestinarlo) definitivamente è il cambio di modulo: nel 4-3-1-2 o nel 3-5-2, dove non serve il regista, lo spagnolo può ritrovare l’utilità smarrita a inizio stagione. O perdere del tutto il posto. E poi c’è l’incognita Rafinha. Se, come sembra, Spalletti tornerà a puntare sulla fisicità per privilegiare il brasiliano, riprende quota la presenza di Gagliardini. Un centrocampo molto più forte, con l’ex atalantino e Vecino in coppia a fare da alfieri all’ex Barcellona, può diventare la base su cui poggiare la nuova Inter, meno bella sul piano del palleggio, ma sicuramente più incisiva. Del resto, la qualità, come ammesso dallo stesso Spalletti, non è proprio una…qualità di questa rosa.

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