Bonventura, un leader neanche troppo silenzioso

Bonventura, un leader neanche troppo silenzioso

Bonaventura sottolinea quanto Gattuso abbia inciso nel Milan. Il senatore rossonero boccia e promuove allenatori. Sempre pubblicamente. Un leader poco silenzioso…

di Redazione Il Posticipo

Un “siluro” a Montella. Sganciato da Jack Bonventura, leader neanche troppo silenzioso del Milan 2.0 edizione 2017/2018. Il centrocampista promuove a pieni voti la gestione Gattuso. E la sensazione è che le “pagelle” i giudizi di Jack siano tenuti parecchio in considerazione nell’ambiente rossonero.

Ordine e disciplina

Pensieri e parole di Bonaventura lasciano poco spazio alle interpretazioni: il Milan con Gattuso ha cambiato marce, innestando ritmi più alti e intensità. Tutto ciò, insomma che era mancato con Montella. I rapporti fra i due non erano certo idilliaci:al netto del minutaggio concessogli, Bonaventura ha contestato l’operato dell’attuale tecnico del Siviglia, urbi et orbi, nel dopo partita del derby perso. L’inizio della fine di un rapporto mai nato fra la squadra e un tecnico incartatosi sulle proprie scelte senza venirne a capo. Gattuso, invece, senza pretendere di inventare il calcio, ha ordinato e disciplinato il Milan. A Bonaventura piace. Lo paragona addirittura a Guardiola. E invita la società a trattenerlo.

Sfogo comprensibile ma…

Bonaventura, più che da capitano in pectore, ragiona da senatore: boccia e promuove, critica ed elogia, istituisce mozioni di sfiducia. Un vero leader. Del resto, è il giocatore fra i più anziani del gruppo e quello più “sfortunato”. La sua ansia di vincere è comprensibile. Meno lo è questa tendenza a non lavare i panni sporchi in famiglia. Per certi versi, gli sfoghi sono postivi: Bonaventura è un calciatore di classe e mentalità superiore. Nonchè particolarmente sfortunato nel trovare posto in un grande club nel momento più sbagliato della sua storia.

Bonaventura dovrebbe dimostrare come gli altri

Approdato al Milan nel 2014, quando la parabola della società rossonera è più che discendente, adesso ha 28 anni. Non tantissimi, ma neanche pochi. Complici gli infortuni e una squadra non all’altezza, si è ritrovato chiuso in prospettive non aderenti  alle qualità e alle ambizioni. É altrettanto lecito però, chiedersi se nei “grandi Milan” nel passato ci sarebbe stato posto per un calciatore che contesta e promuove allenatori e scelte…

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy