Formula 1 al via, istruzioni per l’uso – #3 – le gomme

Formula 1 al via, istruzioni per l’uso – #3 – le gomme

Dopo la meccanica e il motore, le gomme. Essenziali per una Formula 1. Come le scarpe. Se non aderiscono perfettamente, si cammina…male.

di Luigi Pellicone

La Formula 1 sta alle gomme così come una calza a un piede che deve infilarsi una scarpa. Tutto deve aderire perfettamente, altrimenti sono dolori. Una gomma può incidere sino a 4-5 decimi al giro. Mezzo secondo. Un battito di ciglia, che nella F1 cambia visuali e prospettive. E trasforma le sconfitte in vittorie. Resta da familiarizzare (o ripassare) i termini riguardanti le gomme.

Per vincere serve… la mescola giusta

Per “mescola” s’intende l’unione della gomma con le componenti chimiche destinate a renderla utilizzabile come pneumatico. Il rendimento di una gomma si lega a molteplici fattori. In primis, l’usura. Una Formula 1 mastica gli pneumatici come fossero chewingum. Basti considerare che uno pneumatico ha una vita non superiore ai 150 km. Il perché è molto semplice. Lavora a temperature altissime oscillanti fra i 90 e 110 gradi. Quanto basta per usurarla. Attenzione: lezione numero uno. L’usura riguarda il deterioramento della gomma. Il degrado invece, la perdita di prestazione. Ovviamente si tratta di fattori coincidenti, che generano vocaboli spesso astrusi…

Sette strati di morbidezza…un arcobaleno di colori

La Pirelli, fornitrice ufficiale degli pneumatici di F1 ha preferito un…arcobaleno di colori. Per esigenze televisive ogni pneumatico ha una striscia di colore corrispondente alla mescola. Ad ogni mescola, corrisponde una prestazione. La Superhard (arancione) è la più dura e garantisce continuità di rendimento su circuiti dai carichi aerodinamici elevati. La Hard (Azzurra) è un meno consistente ma altrettanto “testarda” a usurarsi. La Medium (bianca) a dispetto del nome, è più vicina alla dura che alle morbide. Quindi vi sono le gomme a medio e alta degradabilità di prestazione. Soft (giallo) Supersoft (rosso) Ultrasoft (viola) Hypersoft (rosa). Pirelli sceglie di volta in volta, secondo il circuito, gli pneumatici da destinare alle varie scuderie. Nel caso del GP d’Australia, la casa italiana ha scelto le Soft, Supersoft e Ultrasoft. E ciascuna ha scelto la propria “dotazione”.

Le scelte delle scuderie in vista del Gp d’Australia 2018

Dal grip al blistering…sino alla fine…

A cosa serve uno pneumatico? A garantire più “grip” possibile. Ovvero aderenza all’asfalto. Il grip è considerato il “quarto potere” della Formula 1: dipende da asfalto, assetto, velocità e accelerazione della monoposto. Lavorando, ovviamente, lo pneumatico si usura. Le prime tracce sono riscontrabili nel “blistering”. Quando la gomma si surriscalda e produce le piccole bolle d’aria all’interno dello pneumatico che perde piccoli pezzi. Quando la fatica si fa sentire, si “suda”. Il Graining è l’abrasione della superficie. Trascurandolo, si rischia dechappamento, in altre parole il distacco del battistrada (la superficie visibile dello pneumatico) dalla gomma. Ovviamente ogni pilota, in base allo stile di guida e alle esigenze della propria macchina, sceglie il “compromesso” ideale.

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