Muller, Pizarro e un cavallo di nome Don Jupp

Muller, Pizarro e un cavallo di nome Don Jupp

Thomas Muller, attaccante del Bayern Monaco, ha una stima incondizionata del suo tecnico, Jupp Heynckes. Al punto che gli ha intitolato…un cavallo della sua scuderia.

di Francesco Cavallini

L’amore, anche calcisticamente parlando, supera tutto. Tempo, distanza fisica e persino la lontananza. Se poi parliamo dell’amore vero, quello che accade una volta nella vita, non contano le altre storie. Ci sarà sempre posto nel cuore per quella persona speciale. E per quanto sembri strano, stiamo parlando con questa sdolcinatezza fuori luogo di Thomas Muller, attaccante del Bayern Monaco e della nazionale tedesca, campione del mondo 2014 e vincitore di così tanti trofei che può volerci una giornata ad elencarli tutti. Il talento bavarese, membro del gruppo degli one club man, non ha mai nascosto il suo infinito apprezzamento per Jupp Heynckes, ma stavolta potrebbe davvero avere esagerato.

Per Muller, Heynckes è un mito…

Comunque comprensibile l’attaccamento del calciatore all’allenatore che ha portato lui ed il Bayern sul tetto del mondo. Il leggendario triplete del 2013, coronato nella finale di Champions tutta tedesca contro il Borussia Dortmund, è indelebilmente firmato dal tecnico di Mönchengladbach. E sicuramente rappresenta il momento più alto, almeno nelle squadre di club, per chiunque abbia vestito la maglia dei bavaresi in quella stagione. In particolare per Muller, allora ventiquattrenne, e Claudio Pizarro, veterano peruviano della Bundesliga, che dopo tredici anni ha finalmente coronato il suo sogno di alzare la Champions League. Per loro due, Heynckes è una sorta di divinità.

…e quindi il cavallo diventa Don Jupp

E di conseguenza gli hanno intitolato…un cavallo. Muller e Pizarro, oltre che dalla carriera al Bayern, sono infatti legati dalla passione per l’ippica. L’attaccante tedesco si fa spesso ritrarre mentre si prende cura di splendidi purosangue e, come altri calciatori prima di lui, accarezza l’idea di creare una propria scuderia, in cui ha coinvolto anche l’ex compagno di squadra. E quando i due si sono ritrovati…nella stalla un cavallo in grado di competere ad altissimi livelli, non hanno avuto dubbi su come chiamarlo. Don Jupp. Un nome che è tutto un programma, ma anche un augurio. Perchè Heynckes, di riffa o di raffa, vince sempre.

E don Jupp continua a vincere

Non per niente, Don Jupp (quello che siede in panchina) in questa stagione ha preso il posto di Carlo Ancelotti, sfiduciato dalla società e dall’anima bavarese del club, che si sentiva minacciata dalle scelte un po’ troppo cosmopolite del tecnico italiano. E tra i senatori che hanno congiurato contro Re Carlo, c’era anche Thomas Muller, che con Ancelotti spesso non trovava posto in campo per via di una supposta incollocabilità. E quindi a Monaco di Baviera hanno deciso di affidarsi al grande vecchio, che ha portato la squadra al titolo (a meno di cataclismi nelle ultime otto giornate) e verso i quarti di Champions League. Una scelta che ha pagato. Ma del resto, bisognava immaginarselo. Fedele alla sua leggenda, Don Jupp è stato un perfetto…cavallo di ritorno.

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