Una vergogna senza limiti: su FIFA si lucra sulla morte di Astori

Una vergogna senza limiti: su FIFA si lucra sulla morte di Astori

Mentre l’intero mondo del calcio piange la tragica scomparsa del trentunenne Davide Astori qualcuno ci costringe a provare anche rabbia e non solo dolore.

di Riccardo Stefani

Questa storia del “genere umano” ci sta – si perdoni la rima – letteralmente sfuggendo di mano anche perché a certe persone sarebbe saggio richiedere delle analisi o dei test clinici per dimostrare di appartenervi: senza giudizi, solo fatti. In un articolo, specie sportivo, si dovrebbe infatti parlare di fatti e non di quali emozioni questi fatti veicolino. Beh, parliamone e parliamone apertamente. Il quattro marzo duemiladiciotto l’Italia si sveglia in clima elezioni. C’è chi va in chiesa e porta con sé la tessera elettorale, c’è il ritardatario che va a ritirarla appena sveglio, c’è chi si sveglia con calma e va a votare. E quelli che né appena svegli, né per radio in macchina si sono imbattuti in qualche notiziario, appena tornati a casa i media non potevano concentrarsi sulle sole elezioni. La notizia della morte di Davide Astori, centrale della Fiorentina, a trentuno anni, ha sconvolto tutti. O quasi.

C’è chi è riuscito a speculare sulla morte di Astori

Già, “o quasi”. Perché, si sa, la saggezza popolare non sbaglia mai e quando ci si esprime con un laconico “non c’è mai limite al peggio” è proprio vero. In un mondo quantomeno normale la morte di un ragazzo di trentuno anni, un atleta professionista, costantemente monitorato, attivo etc. può essere la sola brutta notizia della giornata ed il dolore che genera ha il diritto di non essere disturbato dalla notizia delle pseudo-furbate di qualche malpensante. Ma purtroppo le notizie arrivano e devono farlo proprio per metterci al corrente di ciò che esiste, di ciò che succede e che è reale, purtroppo a volte.

Un aumento del “cartellino” che fa rabbrividire

Sono pochi oggi gli adolescenti e non, appassionati del gioco di pseudo-management calcistico virtuale online FIFA Ultimate Team (FUT) in cui ci si crea la propria squadra acquistando (con soldi veri) delle carte che bene o male funzionano in maniera analoga al cartellino che attesta la detenzione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori acquistato dai club, quelli veri, in estate e a gennaio. In maniera simile al calciomercato, anche in questo ambito si assistono a compravendite di calciatori con cifre più o meno da capogiro. Il massimo spendibile è la cifra di dieci mila crediti FUT, cifra alla quale è stato messo sul FUT-mercato il cartellino di Astori alla notizia della sua dipartita. Cyber-sciacallaggio? No, non è definibile in tal modo, si darebbe troppa importanza ad un fenomeno e ai rispettivi protagonisti che non ne meritano, che speculano virtualmente sulla morte di un ragazzo di trentuno anni. In questi casi si usa un’altra parola: “disgusto”.

meglio ritirare la carta

Molti utenti hanno sottolineato il fatto sui social pregando la EA Games di ritirare la carta del calciatore scomparso come fatto anche in passato in occasione dell’altra brutta storia della Chapecoense. È quantomeno confortante vedere che c’è ancora qualcuno che si indigna per tali accadimenti.

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