Quando il calcio si ferma

Quando il calcio si ferma

La tragedia di Astori è un dolore troppo grande. Il calcio si ferma, rispettando il sentimento e la sensibilità dei tanti colleghi ed amici del calciatore.

di Luigi Pellicone

La tragedia di Astori ha sconvolto il calcio. E il pallone si ferma. Giustamente. Doverosamente. Rispettare sentimenti ed emozioni dei protagonisti delle nostre domeniche è qualcosa di doveroso. Del resto, con quale spirito compagni ed amici di Davide Astori possono scendere in campo? Adesso è il momento del dolore, del silenzio e della riflessione. Non è la prima volta che il calcio si ferma. È già successo. Per tragedie accadute dentro e fuori dal campo.

Genoa-Milan e l’omicidio di Vincenzo Spagnolo

La prima sospensione del campionato risale al 6 febbraio 1995. Una settimana dopo l’evento luttuoso generato dalla follia fuori dal campo: si gioca Genoa-Milan, una partita particolarmente sentita dalle due tifoserie. La rivalità si trasforma in odio e follia. Vincenzo “Claudio” Spagnolo, tifoso del Milan, è pugnalato e ucciso da Simone Barbaglia, un ragazzo appena maggiorenne. Nella colluttazione il ragazzo sferra il colpo ferale. Quando la notizia circola, le squadre sono già in campo. Vincenzo muore fra il primo e il secondo tempo. Gli ultras del Genoa urlano “assassini” e chiedono la sospensione del match. Il compianto Signorini si avvicina alle balaustre, che fortunatamente reggono alla pressione della folla inferocita che vuole invadere il campo per raggiungere il settore ospiti. I tifosi del Milan sono costretti a restare sino a mezzanotte a Genova. La settimana successiva il campionato si ferma. Per riflettere.

Catania-Palermo e la morte di Raciti

Il 2 febbraio 2007 si gioca il derby Catania-Palermo. Fuori dal “Massimino” succede di tutto. Nessun coltello, ma la violenza continua e costringe il calcio a fermarsi di nuovo: anche questa volta accade tutto in pochi attimi. E muore un poliziotto. Filippo Raciti. La violenza nello sport causa la morte di un uomo dello stato. L’ispettore perde la vita in seguito a un forte trauma epatico in seguito agli scontri fra tifosi. È troppo. Il giro di vite è strettissimo. Il calcio si ferma due settimane, si annulla anche un’amichevole della Nazionale e inizia la rivoluzione. Tessera del tifoso, biglietti nominativi per identificare chi entra allo stadio, centro di commissione di vigilanza sugli scontri ritenuti a rischio e tornelli agli ingressi degli impianti sportivi.

Pescara-Livorno: Morosini

Quel maledetto 14 aprile 2012 il grande cuore di Piermario Morosini si scopre anche debole. Il calciatore del Livorno al 31’ del primo tempo si accascia al suolo durante il match con il Pescara. Una scena terribile. Il calciatore cade, prova a rialzarsi, ma la crisi cardiaca non gli lascia scampo. Crolla riverso sul terreno di gioco. Le immagini lasciano immediatamente presagire il dramma. Muore all’ospedale di Pescara alle 16,45. Una tragedia che solleva polemiche sulla sicurezza e la prevenzione, e la tempestività dei soccorsi in campo. Il campionato si ferma per la terza volta. Sino al 4 marzo 2018.

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