Asensio, il blanco che doveva essere blaugrana

Asensio, il blanco che doveva essere blaugrana

La semifinale di andata tra Bayern Monaco e Real Madrid la decide Marco Asensio. Un…catalano alla corte della Casa Real per colpa di qualche milione di euro.

di Redazione Il Posticipo
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Gli errori di valutazione capitano a tutti. L’importante è non doversene pentire in futuro. Quello del Barcellona nei confronti di Marco Asensio, però, rischia di passare alla storia perchè il maiorchino poteva finire al Camp Nou e invece è la nuova stella del Bernabeu. Una sorta di caso Iniesta al contrario. Un catalano alla corte della Casa Real per colpa di qualche milione di euro. Questa la distanza tra l’offerta (immediata) dei blaugrana al Maiorca e la richiesta del club che all’epoca (parliamo del 2014) deteneva il cartellino del numero venti. Una distanza che non si è mai colmata e che ha cambiato il mondo di Asensio.

PREDESTINATO – Del resto, che il ragazzo fosse un predestinato si doveva capire da qualche segnale. Sua madre, olandese, lo ha chiamato Marco in onore di Marco Van Basten. E a scoprirlo, giovanissimo, è stato Horacio Gaggioli, colui che all’inizio del millennio ha contribuito in maniera decisiva all’arrivo al Camp Nou di un certo Leo Messi. E Gaggioli aveva segnalato eccome Asensio al club catalano, convinto che non ci sarebbero stati problemi nel trasferimento. Del resto il Maiorca chiedeva “solamente” 4,5 milioni di euro per il talento classe 1996. Ma li voleva subito, mentre il Barça era pronto ad offrirli in più pagamenti. Evidentemente il poco…valore dato al talento di Asensio deve aver fatto andare su tutte le furie sia il club, che ha rifiutato l’offerta, che il calciatore.

UN ACQUISTO…REAL – Che una volta saputo dell’interesse del Real, non ha avuto dubbi su dove andare a mostrare la sua classe. E a Madrid sono stati ben ripagati di un investimento tutto sommato modesto, dato che alla fine il maiorchino è arrivato al Bernabeu con quasi un milione di sconto, ottenuto lasciandolo in prestito al Maiorca fino al termine della stagione 2014/15. Con la rete del sorpasso al Bayern siamo a 21 marcature in 85 presenze con la maglia bianca (stavolta nera per scaramanzia). Molte delle quali importanti. E, soprattutto, in questa stagione, una certa tendenza ad affondare il Barcellona che ai tifosi delle merengues non dispiace affatto. Due reti, una all’andata e una al ritorno, nella Supercoppa di Spagna. E ora il gol che forse conta di più, che può lanciare il Real verso la terza finale di Champions League consecutiva. E anche lì, la Juventus può testimoniare, Asensio sa come si segna…

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