Maresca all’Olimpico, una designazione curiosa…

Maresca all’Olimpico, una designazione curiosa…

Maresca per Lazio-Genoa è una designazione perlomeno curiosa, dopo quanto accaduto lo scorso anno a Marassi. Inzaghi auspica una serata tranquilla…

di Redazione Il Posticipo

Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? Lazio-Genoa, decisiva per la fuga Champions biancoceleste, è stata assegnata a Maresca. Una scelta perlomeno curiosa, considerando quanto accaduto la scorsa stagione. Molti tifosi non hanno dimenticato cosa è andato in scena a Marassi neanche un anno fa.

Maresca e quei due rigori negati…

Il ricordo è ancora vivo: si gioca Genoa–Lazio ed è la scorsa primavera, precisamente aprile. I biancocelesti giocano una partita gagliarda, ma incappano in una giornataccia del fischietto napoletano che non ne azzecca una. Concede il primo rigore alla Lazio per una “parata” di Burdisso in piena area del Grifone, ma poi ne nega altri due. Il primo vede protagonista ancora l’argentino, che atterra Parolo. Il secondo, nel finale, è un solare fallo di Laxalt su Keita. Il giudice di gara sorvola, ma danneggia la squadra di Inzaghi che viene espulso per proteste. Luis Alberto troverà il pari nel finale, ma giustizia non è comunque fatta. Adesso, quasi un anno dopo, si rigioca a campi invertiti. E la domanda è legittima: era proprio inevitabile designarlo?

C’è il VAR? Beh, non una consolazione…

La Lazio non vive un momento particolarmente fortunato con la classe arbitrale. Ha già perso, insieme, Milinkovic e Lulic ammoniti a San Siro e costretti a saltare la gara con i liguri. Al netto del gol di Cutrone, convalidato perché le immagini non sono state “trovate” in tempo. In odore di squalifica c’è anche Lucas Leiva, l’unico vero insostituibile di Simone Inzaghi. Nessuno, ci mancherebbe, vuole coltivare la cultura del sospetto, ma a volte servirebbe un po’ di logica in più. Anche perché, la considerazione che, rispetto allo scorso anno, c’è il VAR, è ben poco consolatoria.

I biancocelesti, se possibile, hanno un rapporto ancor più complicato con la tecnologia che con l’uomo. L’unica occasione in cui la squadra biancoceleste è stata “premiata” risale a Lazio-Chievo, con Abisso che prima assegna un calcio di rigore ai veneti e poi torna indietro sulla propria decisione dopo un intervento di Lulic su Stepinski. Per il resto, solo tante amarezze legate a quella che è stata ribattezzata “telecamera con svista” sul mondo biancoceleste. Inzaghi si augura di invertire la rotta già a partire dall’Olimpico.

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