Anche i ricchi fanno i conti: in Spagna ci si Barçamena così

Anche i ricchi fanno i conti: in Spagna ci si Barçamena così

Anche i ricchi usano la calcolatrice: ecco il mercato del Barcellona, studiato per rientrare nei paletti del Fair Play Finanziaro.

di Redazione Il Posticipo

Ci avviciniamo alla fine del calciomercato. Tutti, anche i tifosi, si interfacciano con il lato amministrativo e finanziario del calciomercato e sanno, o credono di sapere, quali obiettivi dell’ultimo minuto siano a portata di portafogli. E però c’è sempre da fare i conti con il bilancio. E la prova arriva direttamente dalla Catalogna.

BARCELLONA  – Sotto la lente d’ingrandimento c’è il Barcellona che, come riportato da As, bilancia (o quasi) le uscite di denaro per gli acquisti con gli introiti portati dalle cessioni. Il resto? arriva dai diritti tv e dal merchandising. Limitandosi alla campagna acquisti, in tutto il Barça ha incassato 124,2 milioni di euro dalle cessioni di Paulinho (50), Mina (30,25), Deulofeu (13), Digne (20,2), Aleix Vidal (8,5) e André Gomes (2,25). In quasi tutti i casi, tra l’altro, sono state realizzate delle plusvalenze. Ad esempio, l’ex giallorosso Lucas Digne era stato pagato 16,5 milioni al PSG (dati Transfermarkt) e i blaugrana sono riusciti a guadagnarci circa quattro milioni, cifra che qualsiasi squadra di medio-bassa classifica spenderebbe per un giocatore in quel ruolo. Oltretutto, il mercato non è ancora concluso e sono dati in partenza anche Arnaìz, Marlon, Alcacér e Munir.

ACQUISTI – Per quanto riguarda gli acquisti, il Barcellona ha investito il denaro su Arthur (31 milioni), per pagare la clausola rescissoria che legava Lenglet al Siviglia (35,9), per l’acquisto chiacchierato di Malcom (41), senza contare l’affare fatto per portare Arturo Vidal in Catalogna per soli 18 milioni di euro. In tutto non arriviamo a 126 milioni di euro. Molti diranno: “sì, però, gli acquisti grossi sono stati fatti lo scorso anno” e la risposta è: “certamente, con i 222 milioni portati da Neymar (e non solo)”.

PROGETTO – Il punto  è semplice:  non vanno demonizzati i conti, le cessioni, i bilanci o le plusvalenze: l’importante, per le società, è che la rosa sia più competitiva possibile nel rispetto dei costi. Difficile da spiegare ai tifosi, speranzosi qualsiasi giocatore indossi la maglia della propria squadra diventi automaticamente il migliore al mondo. Del resto, i tifosi fanno i tifosi.

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