Ancelotti come Bruto: la Roma giallorossa si sente tradita

Ancelotti come Bruto: la Roma giallorossa si sente tradita

La scelta di Ancelotti ha ferito la tifoseria giallorossa, che da anni aspetta la venuta di Carletto sulla panchina della squadra con cui ha vinto il primo dei suoi scudetti. Ipotesi che ormai sembra molto lontana.

di Redazione Il Posticipo

In Italia allenerei solo Roma o Milan. Quindi o giallorossi e rossoneri hanno improvvisamente cambiato colore, oppure c’è qualcosa che non quadra. Del resto queste dichiarazioni di Carlo Ancelotti alla Domenica Sportiva sono datate dicembre 2017, giusto cinque mesi fa. E di conseguenza il tecnico di Reggiolo ha decisamente cambiato idea ed è praticamente il nuovo allenatore in pectore del Napoli di De Laurentiis. Scene di giubilo a Napoli, dove se proprio il maestro Sarri deve cambiare aria, un vincente come Ancelotti non può che portare la sfida alla Juventus ad un livello più alto. A Roma, invece, il cielo è decisamente più plumbeo.

TRADIMENTO – Colpa del meteo, ma non solo. La scelta di Ancelotti ha ferito la tifoseria giallorossa, che da anni ormai aspetta la venuta di Carletto (come lo chiamavano all’Olimpico) sulla panchina della squadra con cui ha vinto il primo dei suoi scudetti. Venuta che ora sembra più che mai improbabile, visto l’alto tradimento dell’ex allenatore del Bayern Monaco. E quindi Ancelotti, da sempre accolto con applausi scroscianti nelle sue visite da avversario nella Capitale, si trasforma improvvisamente nel nemico pubblico numero uno. E tra una reazione e l’altra sui social, emerge uno spaccato giallorosso di delusione per un capovolgimento inaspettato e poco gradito.

OSTACOLO – La Roma giallorossa si trasforma quindi in amante tradita da colui che per un paio di decenni non ha fatto altro che professare amore per i colori giallorossi. E la scelta di Napoli crea ancora più problemi, perchè va a rafforzare una concorrente che i giallorossi, visti i problemi con Sarri, speravano di poter sopravanzare nella prossima stagione. Ora, con l’arrivo di un tecnico come Ancelotti, tutto diventa più complicato.

SE MI LASCI TI CANCELLO – E la rabbia monta fino a trasformarsi in un fiume in piena che rischia di diventare una damnatio memoriae in piena regola. Come quella di chi sostiene che “Ancelotti non esiste più”, per arrivare alla richiesta alla società di cancellare il suo nome dalla Hall of Fame.

VIVA DI FRANCESCO – Però ormai il danno è fatto e, piuttosto che pensare al novello Bruto, meglio dedicarsi all’Augusto in divenire, quell’Eusebio Di Francesco che per avere Ancelotti a Roma avrebbe dovuto perdere la panchina dopo l’ottima annata. E quindi da più parti arriva il pieno supporto al tecnico. Con addirittura qualcuno che dichiara, chissà quanto con convinzione, che in fondo il buon (?) Carletto è in ribasso e che alla fine è meglio così. La volpe e l’uva? Chissà. Di certo, la Roma giallorossa si sente tradita. Vedremo in quanto tempo le passerà…

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