Amburgo-choc, spuntano undici croci davanti allo stadio

Amburgo-choc, spuntano undici croci davanti allo stadio

La stagione dell’Amburgo continua verso il precipizio della Zweite Bundesliga e i tifosi trovano un macabro modo per “ringraziare” la squadra: undici croci nere di fronte allo stadio.

di Francesco Cavallini

Il campionato tedesco lo vincerà il Bayern Monaco (forse già dalla prossima giornata), la grande sorpresa della stagione è l’Eintracht Francoforte, in piena lotta per la Champions League con il contributo di Kevin-Prince Boateng, ma a fare notizia è sempre l’Amburgo, sempre più avviato verso la prima retrocessione della sua storia. E non è bastato licenziare alcuni dirigenti o convocare il pullman per la partita contro il Bayern, poi rovinosamente persa, per cambiare la situazione. La squadra affonda e tifosi continuano a farsi sentire. Stavolta esagerando: di fronte allo stadio del club anseatico sono comparse undici croci, con un’avvertimento. La vostra ora è arrivata. Vi prenderemo tutti.

Undici croci nere ad Amburgo

E se il riferimento all’ora è logicamente legato all’orologio che cronometra il tempo passato in Bundesliga dall’Amburgo, sono le undici estemporanee tombe a preoccupare (e non poco) i calciatori e tutto lo staff. E se la polizia ha proceduto ad aprire un’investigazione contro ignoti, l’atmosfera al Volksparkstadion è sempre più nera, esattamente il colore delle angoscianti croci lasciate come monito. Con otto partite da giocare, la salvezza dista sette punti, così come lo spareggio contro la terza di Zweite Bundesliga, che già per due volte consecutive (2013-14 e 2014-15) ha salvato il posto nella massima serie agli anseatici. Il problema è che la squadra appare al capolinea, con tanto di secondo esonero stagionale in panchina e arrivo alla guida del club dell’allenatore della squadra riserve. Se non è una resa, poco ci manca.

I precedenti in Italia: prima Avellino

Al netto di una retrocessione che sembra ormai inevitabile, resta l’inquietante gesto, che non è però unico nel suo genere. È accaduto anche in Italia, nel lontano 1992. Quell’anno l’Avellino di Ciccio Graziani, subentrato a Bruno Bolchi mell’impossibile tentativo di salvare la squadra irpina dalla retrocessione in Serie C, ha visto lo stadio Partenio trasformarsi in un cimitero. In seguito alla sconfitta contro il Taranto, i calciatori e lo staff alla ripresa degli allenamenti hanno scoperto sedici croci conficcate nel terreno dell’impianto di casa. L’immediato intervento delle forze dell’ordine per sgomberare il campo dai tetri presagi non ha lasciato indifferenti i tifosi, che hanno continuato a contestare, colpendo anche Graziani all’uscita dallo stadio.

…poi Ascoli

Nel 2013, forse per completare un macabro trittico di squadre con la lettera A, il dubbio onore delle croci in campo tocca anche all’Ascoli. È finita la pazienza, o salvezza o violenza. Questo il messaggio recapitato dai tifosi marchigiani, con tanto di cimitero improvvisato al centro del campo di allenamento. Anche in questo caso, le minacce non sortiscono effetto alcuno, perchè nonostante 18 reti di Simone Zaza, i bianconeri terminano la stagione al ventesimo posto e salutano la serie cadetta, per tornare in Lega Pro. Chissà se i tifosi (?) dell’Amburgo avranno preso ispirazione da questi due episodi tricolori. Se lo hanno fatto, però, va detto che si stanno portando sfortuna da soli: i precedenti, come abbiamo visto, non sono granchè rincuoranti.

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