Amburgo, l’orologio si sta per spegnere: per i Dinosauri è ora di estinguersi?

Amburgo, l’orologio si sta per spegnere: per i Dinosauri è ora di estinguersi?

L’Amburgo è la squadra più antica di Germania, nonchè l’unica a non essere mai retrocessa in 131 anni di storia. Ma ora i Dinosauri rischiano davvero…l’estinzione ed un orologio molto speciale sta per terminare il suo conteggio.

di Francesco Cavallini

Se l’Hamburger SV, meglio noto nel nostro paese per aver sconfitto la Juventus nella finale di Coppa dei Campioni 1982-83, è conosciuto in Germania con il soprannome di Der Dinosaurier (il dinosauro), c’è un ottimo motivo. Il club infatti stato fondato nel lontano 1887 ed è la squadra di calcio più antica del paese. Ma questi dinosauri non si sono mai estinti, anzi, negli ultimi 131 anni sono sempre rimasti vivi e vegeti, riuscendo nella memorabile impresa di non retrocedere mai in una serie inferiore tra campionati precedenti e successivi alla fondazione della Bundesliga. Ci sono state stagioni in cui sembrava impossibile salvarsi, ma alla fine l’Amburgo ce l’ha sempre fatta. Però stavolta è davvero dura.

La salvezza è un miraggio

I soli 17 punti raccolti fino a questo momento dalla squadra dai pantaloncini rossi potrebbero non bastare all’impresa. A undici giornate dalla fine del campionato la salvezza è davvero un miraggio per l’Amburgo, con il quindicesimo posto (l’ultimo utile per la certezza di rimanere nella massima serie) attualmente occupato dal Werder Brema e distante sei lunghezze. I tifosi saranno anche abituati ai miracoli in extremis, ma hanno subito messo in chiaro che qualcuno, sportivamente parlando, non sopravviverà ad una eventuale retrocessione. Questo qualcuno, ovviamente, sono i calciatori, che sono stati avvisati via striscione durante la partita casalinga persa per 1-2 contro il Bayer Leverkusen.

L’Amburgo e un orologio che non deve spegnersi

“Prima che si spenga l’orologio, vi cacceremo della città“. Un messaggio che non significa molto, a meno che non si sia conoscenza del fatto che all’interno del Volksparkstadion c’è un vero e proprio cronometro, una volta analogico e ora naturalmente trasformato in digitale, che segna gli anni, i giorni, le ore, i minuti e persino i secondi trascorsi dalla squadra di casa nella Bundesliga. Dovesse considerare anche gli anni precedenti, il conteggio supererebbe i 130, ma dato che la massima serie tedesca è stata ufficialmente fondata nel 1962, l’orologio segna correntemente 55 anni e spiccioli. L’idea che il conteggio possa interrompersi con la caduta dell’Amburgo in Zweite Bundesliga  non è minimamente contemplata dalla tifoseria, che ha messo ben in chiaro le cose. I responsabili di questa tragedia sportiva non la passeranno liscia.

Uno dei club più titolati di Germania rischia la retrocessione

Nel 2014 e nel 2015 la squadra si era salvata per il rotto della cuffia, guadagnandosi la permanenza nella prima divisione attraverso due spareggi contro le terze della serie B. Stavolta già arrivare a giocarsela con i colleghi della categoria inferiore pare parecchio complicato e quindi i tifosi anseatici si stanno preparando psicologicamente alla caduta nel baratro. Una cosa molto difficile da accettare per un club che nella sua bacheca, oltre alla Coppa dei Campioni, ha anche sei Meisterschale, una Coppa delle Coppe e tre Coppe di Germania. Ma l’ora (e i tifosi dell’Amburgo forse non perdoneranno il crudele gioco di parole) sembra ormai suonata e i dinosauri si apprestano all’estinzione.  E quando l’orologio si spegnerà, cadrà anche una delle ultime leggende di un calcio che forse non c’è più.

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