Schemi sui calci piazzati? Sì, purché abbiano una logica

Schemi sui calci piazzati? Sì, purché abbiano una logica

Di Massimo Piscedda. Una grande percentuale di vittorie arriva da punizioni e calci d’angolo, ma non tutti gli schemi hanno una logica. Anzi, alcuni addirittura facilitano il gol avversario.

di Massimo Piscedda

Il calcio italiano, notoriamente tattico e quasi statico, tramite i suoi allenatori si affida molto alla risoluzione di una gara attraverso una quantità industriale di schemi da palla inattiva, sia in fase di attacco che in fase di difesa. È provato che una grande percentuale di vittorie arriva da punizioni e calci d’angolo, ma a mio avviso non tutti gli schemi hanno una logica. Anzi, alcuni addirittura facilitano il gol avversario.

Esempio: ci sono squadre che quando subiscono un corner (calcio d’angolo) si rifugiano con tutte le dieci unità nella propria area di rigore. Vantaggi: copri tutta la tua area con tutti i giocatori. Svantaggi: se riesci a respingere o la prende il tuo portiere non hai possibilità di ripartenza con uomini nella tua trequarti campo e quindi fatichi molto ad accorciare velocemente per un eventuale capovolgimento di fronte. In più, se analizzassimo dettagliatamente la situazione, ci accorgeremmo che quando hai molti uomini che difendono in area hai anche più avversari  e il rischio dell’uscita del portiere diventa più elevato.

Facciamo la conta di chi attacca: di solito rimangono in chiusura tre calciatori per coprire l’ampiezza campo, uno batte l’angolo, quindi sei andrebbero a saltare. E la domanda sorge logica: perché mi debbo difendere in dieci contro sei avversari? Io non l’ho mai capito, forse se si lasciassero uno o due uomini a presidiare le eventuali respinte sarebbe un vantaggio, anche perché ci si troverebbe in fase di ripartenza e quindi in posizione di aggredire i tre avversari rimasti a difendere.

Altra situazione che in teoria è perfetta, ma puntualmente la pratica la smentisce. Esempio: sulla punizione laterale dalla trequarti, ore è solito difendersi schierandosi perfettamente in linea al limite dell’area di rigore. In pratica si tiene la linea difensiva molto alta. Vantaggi: il portiere ha tutta la visuale libera per una eventuale uscita. Svantaggi: i calciatori che si difendono (di solito sempre più numerosi di chi attacca) e gli avversari corrono tutti velocemente verso la porta per intercettare la palla. Il problema è che quando si corre verso la propria porta i pericoli raddoppiano, soprattutto perché non si ha la percezione dello spazio, della palla e dell’avversario, quindi con il rischio di non avere intesa con il portiere e/o addirittura di causare un autogol.

Queste situazioni nascono chiaramente da diversi modi di interpretare situazioni di giuoco, ma mantengono comunque uno stesso comune denominatore che risulta obbligatorio: a prescindere da tutti gli schemi, le idee, i movimenti e quant’altro, se non hai un calciatore che batte bene con precisione i calci piazzati, diventa tutto inutile.

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