E ora Allegri va a caccia…di se stesso

E ora Allegri va a caccia…di se stesso

Cosa si fa quando si batte ogni record? Semplice. Si cerca di superare se stessi. È lo strano destino di Allegri, che da quando ha messo piede a Vinovo non ha fatto altro che frantumare primati, di squadra e personali.

di Redazione Il Posticipo

Cosa si fa quando si batte ogni record? Semplice. Si cerca di superare se stessi. È lo strano destino di Allegri, che da quando ha messo piede a Vinovo non ha fatto altro che frantumare primati, di squadra e personali. Quattro scudetti consecutivi, come Carlo Carcano. Quattro coppe Italia, come Max nessuno mai. Il settimo titolo, record assoluto del campionato tricolore. E poi il sorpasso a Conte, il predecessore all’inizio rimpianto, ma che ora sembra il fantasma di un passato lontano. Sicuri? Mica tanto… Restano un paio di cifre, 102 e 33, da cancellare. Ma nel piano di Allegri c’e tutta l’intenzione di farlo.

MIGLIORAMENTI CONTINUI – Impossibile quest’anno, ma c’è un dato che non si può certamente ignorare. Questa Juventus continua a migliorare se stessa. Già un punto in più dello scorso anno, quella quota 91 che per ben due volte ha segnato lo zenit dell’era Allegri. E anche per i gol fatti, la soglia del primato personale del tecnico è già superata da parecchio. Sembrano lontani i tempi del primo scudetto targato Max, conquistato con sole 72 marcature. Poi, un crescendo: 75, 77 e ora 84, con la partita con il Verona ancora da giocare. E nonostante la produzione offensiva, la difesa non ne ha risentito. Solo 23 reti al passivo, in linea con le cifre degli anni precedenti (24, 20, 27).

QUOTA TRENTA – Cosa resta, dunque, da conquistare? Un dettaglio insignificante, ma neanche troppo. Battendo il Verona già retrocesso, la Juventus può superare per la seconda volta nella sua storia quota trenta vittorie. Per ben due volte Allegri si è fermato a ventinove, a un passo da un limite toccato (e largamente infranto) solo dalla squadra firmata Antonio Conte. E poi le partite giocate. Anche in questo caso complicato battere…Allegri, dato che per due stagioni la squadra bianconera ha disputato tutte le partite possibili nelle competizioni affrontate. Verrebbe quasi da chiedersi, dopo quattro stagioni di trionfi da oltre cinquanta partite ciascuna, se la squadra e il tecnico siano stanchi. A giudicare dalla bacheca, la risposta è no. E per la noia, non c’è pericolo. Basta sempre puntare a superarsi.

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