Alisson su Karius: “Sono stato triste per lui. E quest’estate ho rifiutato il Chelsea perché…”

Alisson su Karius: “Sono stato triste per lui. E quest’estate ho rifiutato il Chelsea perché…”

Tra portieri ci si capisce: l’ex romanista sa che cosa ha provato il tedesco, uscito a pezzi dalla finale di Champions contro il Real Madrid. Il brasiliano ha ereditato da lui la porta del Liverpool e sogna in grande, dopo il ‘no’ ai Blues…

di Redazione Il Posticipo

Ne ha ereditato la porta, ma emotivamente si sente molto vicino a lui. Alisson sa come si sta nei panni del Karius di turno, nonostante la sua carriera al momento sia decisamente più scintillante di quella del tedesco… che respira una brutta aria anche al Besiktas, dove è andato in prestito dopo Kiev. E i tifosi del Liverpool forse già temevano una “pericolosa” staffetta tra lui e il portierone brasiliano in futuro magari nelle coppe nazionali… A proposito: proprio quelle europee sono state uno dei fattori che hanno spinto l’ex romanista a scegliere la magia di Anfield anziché lo Stamford Bridge.

“ERO TRISTE” – Le papere in mondovisione, il Real che alza la coppa, Karius in lacrime: la finale di Kiev è andata proprio così. Ma Alisson, all’epoca ancora nella Roma sconfitta proprio dal Liverpool in semifinale, si sentì molto vicino al tedesco come rivela in un’intervista a FourFourTwo: “Ero triste nel vedere quello che era successo a Karius, sarebbe potuto accadere a chiunque”. Per Alisson in generale non è facile esultare quando a commettere una papera è il portiere avversario: “Anche quando la mia squadra segna dopo un grosso errore commesso dal mio collega in partita, prova qualcosa di diverso. Non lo festeggio come farei con un altro gol. So cosa passa per la mente di un portiere in quei momenti”.

NO AL CHELSEA – Dalla scorsa estate il brasiliano è diventato un inquilino di Anfield, preferito allo Stamford Bridge: “Ho scelto il Liverpool per gli stessi motivi per cui avevo scelto la Roma quando ho lasciato il Brasile… Ho pensato che potesse essere la mossa migliore per la mia carriera. Il Chelsea stava cambiando l’allenatore e non giocava in Champions. Ho anche sempre ammirato la storia del Liverpool, è una società che ha vinto cinque coppe europee. Volevo far parte di quella storia”. Il brasiliano non dimentica l’impresa sfiorata lo scorso anno coi giallorossi: “Sono andato molto vicino a vincere la Champions con la Roma e sto lavorando duro per provare a farlo col Liverpool. Cos’è la vita se non lottare per i propri sogni? Io sogno la Champions”. Proprio come Karius, prima della nottataccia di Kiev.

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