A Manchester…temono il complotto: nel comitato UEFA che potrebbe condannare il City c’è l’ex AD del Liverpool!

A Manchester…temono il complotto: nel comitato UEFA che potrebbe condannare il City c’è l’ex AD del Liverpool!

Il Manchester City è sotto la lente d’ingrandimento della UEFA per delle questioni fiscali e un’eventuale condanna potrebbe arrivare anche per mano dell’ex amministratore delegato del Liverpool Rick Parry.

di Redazione Il Posticipo

Tutti forti, tutti grandi, tutti potenti i club che con l’aiuto dell’enorme disponibilità economica riescono a farsi largo in poco tempo tra le grandi squadre d’Europa ma, quando alla UEFA sorge qualche sospetto, quello che prima era un ruggito prepotente, poco più tardi diventa un miagolio stridulo. La norma del Fair Play finanziario, per quanto contestata, è stata ideata proprio affinché lo strapotere economico di alcune squadre non uccida definitivamente le competizioni e probabilmente, in questa direzione c’è ancora molto da fare. In ogni caso, sotto la lente d’ingrandimento ci finiscono i club meno grandi come i più potenti: anche il Manchester City è sotto esame e potrebbe essere messa nei pasticci da Rick Parry, ex A.d. del Liverpool, che fa parte della commissione d’inchiesta UEFA.

MEMBRI – Dopo le dichiarazioni di Guardiola che alludevano alla cospirazione mediatica che remava contro di lui e a favore di Klopp, ora potrebbe esserci un altro…”complotto” in corso: a riportare la notizia è il quotidiano britannico The Telegraph, che spiega che della commissione d’inchiesta sulle vicende fiscali del Manchester City fa parte anche l’ex amministratore delegato del Liverpool. E pare che i Citizens stiano già protestando per un presunto conflitto d’interesse. Non solo Parry farà parte della commissione ma, stando a quanto riporta la testata inglese, dovrebbero esserci anche Andrea Agnelli della Juventus, Nasser Al-Khelaifi del PSG e Aleksandr Ceferin.

MOTIVI E PAURE – La vicenda sotto esame è la solita: il FPF impone alle società una certa soglia di tolleranza negli investimenti da commisurare in una certa misura agli introiti del club. Il dettaglio sotto analisi è la modalità in cui, il main sponsor, nonché l’azienda che dà il nome allo stadio del City, la Etihad Airways, è collegata e inserita più o meno attivamente all’interno della società sportiva. Per il semplice motivo che un contratto di sponsorizzazione è molto, ma molto diverso dal possesso di quote societarie o altre forme di finanziamento. Ci sono delle regole e vanno rispettate e sicuramente il club inglese non avrà problemi a sottoporre all’attenzione della federazione tutti i dati richiesti. Ma la paura è che la presenza di un ex rivale nel comitato che potrebbe giudicarli (nonché la presenza di tantissimi concorrenti europei) possa in qualche modo influenzare negativamente l’esito della valutazione…

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