6 Nazioni: tra Francia e Italia è appuntamento a Marsiglia

6 Nazioni: tra Francia e Italia è appuntamento a Marsiglia

La terza giornata del Torneo delle 6 Nazioni prende il via con la sfida degli azzurri alla Francia, in una città che in letteratura è spesso stata la cornice di legami indissolubili e regolamenti di conti.

di Ronald Giammò

Ci risiamo. Anche quest’anno, come sempre accade quando una rivalità si rinnova, la sfida di rugby tra Francia e Italia (ovviamente valida per il torneo delle 6 Nazioni) si arricchisce di sottili provocazioni, piccoli colpi di gomito a rivendicare presunte superiorità o a sottolineare antichi stereotipi taciuti durante gli altri 364 giorni del calendario. Questa volta ci ha pensato l’Equipe, maggior quotidiano sportivo francese, con un titolo che se da un lato può suonare provocatorio, dall’altro non fa che aumentare la pressione sui galletti una cui eventuale sconfitta oggi più che mai potrebbe assumere i contorni di una storica debacle.

Per fortuna che c’è l’Italia?

“Vivement l’Italie”. Per fortuna che c’è l’Italia. Che detta così fa pensare ad una vittoria senza troppe complicazioni, ad un incrocio fortunato del destino che offre ora a les blues l’occasione di ritrovare una vittoria che manca ormai da quasi un anno. Se non fosse che anche noi arriviamo a quest’appuntamento in cerca di un riscatto dopo la deludente prestazione di Dublino, contro un avversario che da sempre rappresenta il test definitivo da affrontare per capire qualcosa in più sullo stato di salute del nostro movimento oggi rinfrancato – va detto – dalle due belle vittorie delle franchigie italiane in Pro14 (vittorie in Galles e in Irlanda per il Benetton e le Zebre). 

Ecco quindi che la sfida di venerdì sera assumerà per entrambe i contorni di un noir la cui trama – si spera – possa restare incerta fino alla fine e in cui i due protagonisti andranno a caccia di quelle conferme che i recenti cambi al timone non sono stati sin qui in grado di centrare. E che si giochi a Marsiglia, città focese già cornice di autori e romanzi a tinte fosche, non fa che aggiungere ancor più sapore ad una sfida i cui contorni travalicano ranking, scuola e tradizione.

Jacques Brunel, il ritorno di un vecchio amico

Troveremo una Francia reduce da due sconfitte, come noi. Ma con in più una fastidiosa grana disciplinare da archiviare costata il posto e la convocazione a ben otto protagonisti del match perso contro la Scozia due settimane fa. Poco male, Jacques Brunel, commissario tecnico francese alla guida dell’Italia prima dell’avvento di Conor O’Shea, può contare su un bacino che per qualità e profondità è tra i più ricchi del mondo ovale. Quel che manca oggi ai nostri cugini d’oltralpe è il riuscire a ritrovare un sentimento comune d’appartenenza che i milioni e gli stranieri presenti nel Top14 hanno alla lunga diluito, corrompendo un’identità di gioco su cui per decenni si era fondata la differenza della scuola rugbystica francese.

Noi riproporremo invece per la terza partita consecutiva la stessa linea di tre-quarti: segno che si sta lavorando su un amalgama, sulla ricerca di un’intesa e di automatismi che alla lunga dovrebbe premiare la gioventù del nostro reparto arretrato. Tre i cambi invece nel motore della squadra, il pacchetto di mischia, dove in prima linea rientreranno dal primo minuto Ghiraldini e Quaglio e in terza linea troverà spazio per la prima volta dal fischio d’inizio Maxime Mbanda.

O’Shea vede buoni segnali per il resto del 6 Nazioni

Nessun cenno al piano tattico da adottare in gara è emerso dalle parole del nostro commissario tecnico che però, guardando a questa e alle prossime due sfide in calendario nel torneo delle 6 Nazioni, ha ricordato come positivo il fatto “che in due partite durissime con due squadre come Inghilterra e Irlanda abbiamo fatto 5 mete. Sono segnali che contano”. Ecco, da questo dovremo ripartire consapevoli che di fronte troveremo un avversario che non potrà permettersi passi falsi in casa ma che come noi non è nuovo ad andare in difficoltà se dal punto di vista temperamentale riusciremo ad infilare qualche chiccho di sabbia negli ingranaggi della sua strategia. Come sempre serviranno coraggio, lucidità e sangue freddo. Sperando che al resto ci pensino la notte, il vento e le stelle di Marsiglia.

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