Rio, è sempre Fognini-show: “Ti giuro su mio figlio che è l’ultima volta che mi arbitri”

Rio, è sempre Fognini-show: “Ti giuro su mio figlio che è l’ultima volta che mi arbitri”

Sempre il solito Fognini. La sua marcia verso la semifinale a Rio de Janeiro ha presentato i soliti battibecchi con gli arbitri. Uno risoltosi positivamente, l’altro…un po’ meno.

di Redazione Il Posticipo

Ammettiamolo, ci abbiamo creduto tutti. O perlomeno, ci abbiamo sperato. Sperato che l’arrivo del piccolo Federico, il figlio di Fabio Fognini e Flavia Pennetta, avrebbe cambiato qualcosa nella vita del ragazzaccio di Sanremo. Beh, magari tennisticamente parlando qualcosa la paternità ha smosso, perchè bisogna ammettere che, tra i naturali alti e bassi di un giocatore umorale come Fogna, gli ultimi mesi sembrano andare molto bene. Semifinale a Sydney, ottavi agli Australian Open, le vittorie in Davis contro il Giappone e ora la semifinale a Rio. Ecco, per raccontare la parte extratennistica di questo periodo…fogniniano, meglio cominciare proprio dal caldo Brasile.

Strano a dirsi, un arbitro a favore

Anzi, meglio ancora, dal quarto di finale vinto contro lo sloveno Bedene. Vinto quasi in scioltezza dopo un primo set perso al tie break. E, strano a dirsi, con un aiuto da parte dell’arbitro. Già, l’uomo sulla sedia, il nemico giurato di Fognini. Quello che stavolta ha indirettamente favorito l’azzurro, concedendogli un punto molto controverso che ha mandato in tilt l’avversario di Fogna e ha permesso al ligure di viaggiare serenamente verso la semifinale contro Verdasco. Motivo del contendere, un gesto da parte dello sloveno di attendere non visto nè da Fognini nè dall’arbitro, con annesso ace dell’italiano che annulla così una pericolosa palla break nel terzo set. Errore comprensibile, chiaramente. Ma forse l’arbitro aveva un ottimo motivo per non…sfavorire Fabio.

Ma anche a Rio non sono mancate le polemiche

E quindi facciamo un altro passo indietro, stavolta agli ottavi, vinti contro Tennys Sandgren, un altro dei controversi protagonisti degli ultimi Australian Open. Partita tirata, risolta al tie break del terzo set, un momento di tensione capace di agitare chi è freddo e calcolatore, figurarsi una testa calda come quella di Fognini. Che nell’attimo clou della partita, come era immaginabile, se l’è presa con l’arbitro, apostrofandolo (ma va?) a male parole. Secondo un reporter di Tennis World, Fogna si sarebbe rivolto all’irreprensibile giudice di sedia brasiliano Carlos Bernardes urlando “Da dove ti hanno preso? Da dove vieni? Ti giuro su mio figlio che è l’ultima volta che mi arbitri”.

Fognini dice addio al Sudamerica

Cosa c’entrasse il piccolo Federico, solo Fognini lo sa, ma il buon Bernardes, probabilmente già a conoscenza della capacità dell’azzurro di dare in escandescenze, ha deciso di non sanzionarlo e alla fine, seppur con fatica, è arrivata la vittoria. Ma qual era il problema di quella chiamata? Beh, era dovuto al campo e quindi neanche troppo colpa dell’arbitro. Un terreno, Fogna ha avuto a che dire in conferenza stampa, non adatto ad un torneo ATP 500 e che lo avrebbe convinto a non presentarsi più sulla terra battuta in Sudamerica a inizio stagione. Ecco quindi spiegato l’inghippo. Quella rivolta all’arbitro non era una minaccia, bensì una costatazione. E allora godiamoci il tour di addio di Fognini al Sudamerica. Sperando che l’ultimo spettacolo termini sulla miglior nota possibile.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy