Eugenie Bouchard, uno scivolone da milioni di dollari

Eugenie Bouchard, uno scivolone da milioni di dollari

La tennista canadese ha vinto la causa contro la Federazione americana, “colpevole” di una sua caduta agli US Open 2015. E ora chiederà un risarcimento faraonico.

di Francesco Cavallini

Può un ritiro per infortunio far guadagnare di più che vincere il torneo? In teoria no, anzi, con le nuove regole si rischia anche di pagare una bella multa in caso di forfait volontario. Ma quello che è accaduto a Eugenie Bouchard agli US Open 2015 rischia di far lievitare il già cospicuo portafogli della canadese. Oggi la ventiquattrenne di Montreal è scesa nel ranking fino alla attuale posizione 118, ma all’epoca dei fatti galleggiava a ridosso della Top 20 e sembrava poter diventare davvero uno dei volti del tennis mondiale, anche per un aspetto fisico che ben si presta a copertine e gossip. Ma a Flushing Meadows quell’anno qualcosa si è rotto.

Un gran bel…colpo di testa

Per fortuna, non la testa della Bouchard, anche se la canadese ci è andata molto vicino. Al termine del match vinto contro la slovacca Cibulková, valido per il terzo turno del torneo statunitense, la tennista è scivolata rientrando negli spogliatoi, battendo violentemente il capo. A causa della botta, la Bouchard è stata costretta a ritirarsi nel turno successivo degli US Open, dando tra l’altro via libera alla nostra Robertina Vinci per il leggendario quarto di finale contro Serena Williams. Da quel momento in poi, la Bouchard è rimasta fuori dai campi per qualche mese, perchè i giramenti di testa causati dalla commozione cerebrale riscontratale non le permettevano di giocare.

Un pavimento che non doveva essere lavato

Sfortuna, cose che succedono. Sì, ma fino ad un certo punto, perchè secondo la canadese (e adesso anche secondo un giudice) la colpa è…della Federazione americana. Già, perchè lo scivolone con annessa capocciata è stato causato da un pavimento appena lavato. Dove sta il problema? Beh, intanto la pulizia non era stata segnalata e poi c’è una minuzia che può costare milioni di dollari alla USTA. Come ammesso dallo stesso avvocato della federazione, gli spogliatoi non si possono lavare finchè l’ultimo giocatore (o giocatrice) non ha lasciato la struttura. E invece quel pavimento era stato risciacquato con la Bouchard ancora nei paraggi e quindi la questione è finita in tribunale, con tanto di verdetto a favore della ventiquattrenne.

Bouchard ritirata, Bouchard…fortunata

E ora che le colpe dell’incidente sono state matematicamente suddivise dalla giuria di Brooklyn, con il 75% della negligenza attribuibile alla federazione e il 25% alla disattenzione della tennista, partirà la causa per il risarcimento danni, il cui ammontare con tutta probabilità verrà quantificato oltre il milione di dollari. Che poi, facendo, un paio di rapidi calcoli, è una cifra vicina a quella incassata da Flavia Pennetta, che quegli US Open li ha vinti ed ha portato a casa 1,6 milioni, e quasi certamente più di quanto la bella Genie avrebbe incassato anche proseguendo il suo cammino nel torneo. E quindi andrà a finire che, spavento a parte, le sarà quasi convenuto fare quello scivolone.

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