Alessandro Zanni, un leone tra i Leoni

Alessandro Zanni, un leone tra i Leoni

Contro l’Inghilterra Alessandro Zanni torna a vestirsi d’Azzurro, e nel match d’esordio del 6 Nazioni 2018 festeggerà quota 100 presenze.

di Ronald Giammò

Dopo novantanove presenze e a quasi due anni dalla sua ultima apparizione in azzurro, Alessandro Zanni torna a vestire la maglia della Nazionale italiana di rugby in quella che sarà la partita d’esordio degli Azzurri nel Torneo delle 6 Nazioni in programma domenica pomeriggio contro l’Inghilterra allo stadio Olimpico di Roma.

In una squadra dall’età media mai così bassa (26 anni), toccherà proprio all’esperienza del veterano di Treviso, e a quella di capitan Parisse e Leonardo Ghiraldini, il compito di tenere concentrati sul piano di gioco gli esuberanti giovani che scenderanno in campo al loro fianco. L’esordio è di quello da far tremare i polsi: troveremo infatti un’Inghilterra capace di vincere ben 23 delle sue ultime 24 partite e attualmente seconda potenza del ranking mondiale alle spalle dei soli All Blacks. Nessun vittoria azzurra nei 23 precedenti contro il XV della Rosa, ma l’anno scorso a Twickenham ci andammo vicini, complice una folle quanto azzeccata strategia che ci portò a giocare gli ultimi dodici minuti di partita staccati di soli tre punti dai maestri d’oltre Manica.

Cambio di ruolo ma non di mentalità

Per Zanni il ritorno in campo coinciderà anche con un cambio di ruolo da molti vaticinato, viste le ultime prestazioni da lui offerte in maglia biancoverde. Il friulano giocherà da seconda linea abbandonando la maglia numero 6 indossata per gran parte della sua carriera: “C’è stata l’opportunità di giocare in seconda linea – ha dichiarato l’Azzurro a margine della conferenza di presentazione del XV titolare -, il mio obiettivo era di tornare a giocare dopo l’anno travagliato in cui ho subito due interventi chirurgici e di rendermi disponibile. Non importa dove avrei giocato, l’importante era tornare. Sono ruoli diversi, l’approccio mentale è diverso e anche per il lavoro in mischia mi sarà richiesto un contributo differente”.

alessandro zanni

Fitness e work rate sono infatti diventate le due parole d’ordine di questa gestione targata Conor O’Shea che ha citato proprio Zanni come esempio di dedizione capace di indicare la giusta via ai tanti giovani che andranno a comporre lo zoccolo duro dell’Italia negli anni a venire. Un complimento che il centurion azzurro incassa pur ammettendo che “insieme allo staff sto continuando a lavorare per cercare di raggiungere una condizione ancora migliore”.

Zanni, la chioccia perfetta per i giovani azzurri

I 34 anni appena compiuti sono per Zanni il promontorio ideale da cui guardare a questa nuova generazioni di talenti, la terza che si troverà a svezzare dal lontano 2005, anno del suo esordio: “Sono giovani di gran talento, li ho visti allenarsi e giocare, hanno un margine di crescita importante e nonostante la loro giovane età sono già pronti per essere determinanti in campo: l’importante è che non si carichino di troppe pressioni e che pensino a giocare liberi e consapevoli che avranno un ruolo importante in questa Nazionale, sia adesso che per il futuro”.

alessandro zanni

Appuntamento quindi domenica alle ore 16 contro i maestri inglesi e secondo round fissato per la settimana successiva in casa dell’Irlanda, altra grande favorita per la vittoria finale del torneo. Con la speranza di restare in partita fino alla fine, di “poter controllare tutto ciò che è in nostro controllo” (O’Shea dixit) e di trovare al termine di queste due prestazioni la fiducia necessaria per poter guardare a un torneo in cui poter trovare una vittoria che manca ormai da troppo tempo. Ché di cucchiai di legno ormai la nostra tavola è fin troppo imbandita.

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