Andre Ingram, esordio in NBA dopo dieci anni nella lega di sviluppo

Andre Ingram, esordio in NBA dopo dieci anni nella lega di sviluppo

Andre Ingram è di certo il rookie più anziano della NBA. A 32 anni i Los Angeles Lakers gli hanno fatto un contratto di dieci giorni per le due partite finali della stagione.

di Redazione Il Posticipo

Non è mai troppo tardi. Che potrà anche sembrare una frase fatta, ma in realtà è quasi una legge dello sport. Potremmo citare tanti esempi dei cosiddetti “late bloomers”, letteralmente coloro che sbocciano in ritardo. Basterebbe pensare a Luca Toni, arrivato in Serie A a 28 anni, campione del mondo a 29, capocannoniere in Bundesliga a 30 e addirittura secondo titolo di top scorer in Italia a 38. E in un mondo in cui…la gioventù sembra durare più del solito, difficile dare del vecchio a qualcuno. Come ad esempio a Manu Ginobili, che ha appena centrato i playoff numero 15 con gli Spurs. O meglio ancora, a Andre Ingram. Che però è di certo il rookie più anziano della NBA.

I TANTI INFORTUNI HANNO CONVINTO I LAKERS A DARGLI UNA CHANCE – Trentadue anni per Ingram, l’età in cui i giocatori di basket cominciano a fare i conti con i primi acciacchi e con il pensiero del post-carriera. E che invece per lui rappresentano, finalmente, il coronamento di un sogno. E dopo un decennio nella lega di sviluppo, prima con gli Utah Flash e poi con le varie formazioni B dei Lakers, è arrivata la grande occasione. C’è voluta una serie di infortuni non indifferente, con Ball, Kuzma e il suo quasi omonimo Brandon Ingram tutti fuori per un po’, ma alla fine c’è stata la convocazione con la squadra dei grandi. Un contratto lampo, di soli dieci giorni, ma che per un giocatore quasi a fine corsa, che probabilmente neanche se lo sarebbe mai aspettato, è una sorta di premio alla carriera.

INGRAM È UNA LEGGENDA DELLA G LEAGUE – Carriera che non è per niente da sottovalutare, perchè quando ha capito che sarebbe rimasto a lungo confinato nella lega di sviluppo, Andre Ingram non ha deciso di lasciare gli States alla ricerca di qualche contratto in Europa. Anzi, ha fatto di necessità virtù, diventando di fatto il prototipo del giocatore di categoria. Non per nulla è il primatista di tutti i tempi di tiri da tre realizzati della G League. Ben 713, con una percentuale vicina al 50%. Numeri da…NBA, che però non gli sono mai valsi la chiamata di una delle franchigie della lega dei grandi. Almeno finora.

LA MAGLIA DI MAGIC E KOBE, ANCHE SE SOLO PER 10 GIORNI – Certo, l’esperienza non durerà molto, dato che dopo le prossime due partite contro Houston e i cugini dei Clippers, la franchigia di Los Angeles avrà terminato la sua stagione, data la sicura assenza ai playoff. Ma chissà, i due match potrebbero dare a Ingram la possibilità di farsi notare da qualche altra squadra, anche solo per un contratto annuale senza pretese di chissà quale minutaggio. Ma, da un punto di vista molto più romantico, potrebbero bastare a definire una carriera. Ritrovarsi a giocare con la maglia che è stata di Jabbar, Magic e Kobe, dopo aver lottato per dieci anni nelle serie minori, vale più di qualsiasi cifra.

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