Nadal, primavera…in vacanza, da Montecarlo a Parigi

Nadal, primavera…in vacanza, da Montecarlo a Parigi

Il tennista maiorchino passeggia su Thiem a Montecarlo. Sembra poter essere l’inizio di una lunga striscia vincente sulla terra rossa, suo territorio di caccia.

di Luigi Pellicone

Nadal vede rosso. Il numero uno del mondo si sbarazza con agilità disarmante anche di Thiem e prenota due mesi da assoluto dominatore. Un test superato come gli altri. Come se l’austriaco non fosse mai stato l’unico capace di strapparli un match sulla terra rossa nello scorso anno. Nadal non ripete. Percorso netto a tempo di…record: poco più di un’ora per chiudere la pratica Thiem e allungare la striscia. Nessun set perso e la possibilità di recuperare, nei prossimi tornei, gli 800 punti persi per strada lo scorso anno.

TERRA ROSSA – Un dominio tutto sommato prevedibile. Il maiorchino ha ritrovato il proprio tennis migliore e una forma fisica invidiabile. Devastante sul servizio, impeccabile nel palleggio. Allo status quo, Nadal non ha punti deboli, né, sulla carta avversari che ne possano intralciare la cavalcata. Il calendario, del resto, si presta alle sue attitudini. Quattro tappe: Montecarlo, Madrid e Roma per puntare a Parigi. La strada è tracciata per centrare l’undicesimo trofeo in Francia. E la sensazione è che la primavera possa trasformarsi in una marcia trionfale.

STANCHEZZA-  L’unico avversario, a conti fatti, potrebbe essere solo la stanchezza. Nadal riuscirà a essere sempre al top? La sensazione è che gli basti gestirsi. La concorrenza non è eccezionale e può sfruttare il calo di forma dei big e l’inconsistenza degli avversati ai primi turni per giocare sotto ritmo o comunque non al 100%. Viaggiare a velocità di crociera e senza picchi di rendimento sembra più che sufficiente per portare a casa Montecarlo. L’incognita potrebbe essere Roma? Il master 1000 della capitale capita fra Madrid, dove non vorrà mancare, e il Roland Garros.

FEDERER – L’unica certezza è che Nadal non sceglierà il percorso intrapreso da Federer, che per prevenire infortuni o contrattempi salta scientificamente i tornei. Lo spagnolo preferisce pensare giorno per giorno, anche perché il suo gioco non è particolarmente dispendioso sul fondo, quanto sulla potenza. Ecco perché non è da escludere che il tennista cerchi di giocare più partite possibili in modo da non perdere intensità. E se non la smarrisce per strada, rischia di vincere sempre per i prossimi due mesi.

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