Rossi, Biaggi e non solo: tra Motomondiale e Aprilia è binomio vincente

Rossi, Biaggi e non solo: tra Motomondiale e Aprilia è binomio vincente

Il mondo del motociclismo piange la morte di Ivano Beggio, fondatore dell’Aprilia. La scuderia di Noale nel corso degli anni ha permesso di emergere a piloti destinati a scrivere la storia dei motori.

di Redazione Il Posticipo

La morte di Ivano Beggio, storico fondatore dell’Aprilia, colpisce certamente l’industria motoristica italiana, ma ha le sue ovvie ripercussioni anche sui semplici appassionati di motociclismo. Dal 1985 infatti le moto della casa di Noale partecipano al Motomondiale e hanno ottenuto parecchi successi. Ma soprattutto la casa veneta, ormai dal 2004 nelle mani della Piaggio, ha dato la possibilità di emergere a livello internazionale ad un ampio numero di piloti italiani, che in sella ad una Aprilia hanno mosso i loro primi passi nel mondiale, per poi consacrarsi come stelle assolute, sempre sulla moto italiana o in altre realtà. Tanto per fare un esempio, senza Ivano Beggio, forse, non avremmo mai assistito a una delle rivalità storiche del Motomondiale…

Biaggi-Aprilia, un dominio incontrastato

Il primo campione del mondo targato Aprilia è Gramigni nel 1992, ma in quella stessa stagione un giovane centauro romano di nome Max Biaggi corre il suo primo campionato intero in 250 con un’Aprilia clienti. Dopo un anno in Honda, arriva il ritorno in grande stile nel team ufficiale: dal 1994 al 1996 il Corsaro stampa il suo dominio assoluto (e quello della sua moto) sulla categoria, aggiudicandosi per ben tre volte di seguito il Mondiale 250, per poi tornare in sella a una Honda nella stagione 1997 per il leggendario poker di trionfi. Tredici anni dopo però le strade di Max e dell’Aprilia si incrociano di nuovo, stavolta in Superbike. E l’accoppiata è ancora vincente, perchè arriva una doppietta di titoli mondiali (2010 e 2012) confermando il feeling speciale tra la moto italiana e il pilota di Primavalle.

Vale e l’Aprilia, quattro stagioni e due titoli

Ma proprio in concomitanza con l’ultima stagione nel motomondiale in Aprilia per Max, a Noale si scopre un altro talento, il migliore che si sia mai seduto su un’Aprilia (e forse, più in generale, su una moto). Nel 1996 nei box della classe 125 comincia a fare capolino la faccia ancora da bambino di Valentino Rossi, che guida una moto clienti. Ma si fa comunque subito notare, ottenendo la prima vittoria e la prima pole. L’anno successivo è quello della consacrazione, con il pilota di Tavullia che a diciotto anni si porta a casa il Mondiale e opta per il salto in 250. Biaggi non c’è più e nonostante un primo anno di assestamento, in cui il futuro Dottore vince cinque gare ma termina secondo dietro Capirossi (anche lui su Aprilia), non ci vuole molto per imprimere il marchio del numero 46 anche sul Mondiale della categoria di mezzo. E con il secondo iride termina la carriera in Aprilia di Valentino, che passa alla Honda in 500 per dare inizio alla sua leggenda.

Iridati su Aprilia anche Capirossi, Melandri e Lorenzo

Ma non ci sono solo Vale e Max nell’albo d’oro della casa di Noale. Oltre ai già citati Gramigni e Capirossi, le moto made in Italy hanno permesso di conquistare titoli mondiali anche a Melandri, Lorenzo, Locatelli, Bautista e Poggiali, giusto per citare i più celebri. Nonostante il rapporto prima con la 500 e poi con la MotoGP non sia stato granchè idilliaco, l’Aprilia può vantare nella sua bacheca ben 19 allori tra 125 (10 vittorie) e 250 (9 trionfi). Una vera e propria scuola di motociclismo, che ha contribuito a formare molti piloti che nella loro generazione sono stati protagonisti sui tracciati di tutto il mondo. Un motivo in più, oltre all’ovvio campanilismo di avere una moto italiana vincente, per ringraziare Ivano Beggio.

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