Morbidelli, cadendo…s’impara

Morbidelli, cadendo…s’impara

Morbidelli chiude i primi test in Qatar a 1′ da Zarco. Il migliore degli esordienti, ma c’è ancora da imparare…a cadere

di Redazione Il Posticipo

Non importa quante volte si cade, ma rialzarsi e tornare a correre. La frase di Vince Lombardi aiuta nella vita di tutti i giorni, ma anche a chi vuole apprendere i segreti della MotoGP. Come Franco Morbidelli, che, a bordo della sua Honda clienti, RC213V gestita dal team Marc VDS, familiarizza con la massima cilindrata. Il ragazzo, ma non c’erano dubbi, apprende in fretta. In Qatar ha staccato un dignitosissimo dodicesimo tempo a solo 1’1’’ da Zarco. Mica male per un esordiente.

Cadere senza cadere…

In questo senso, Morbidelli ha sfruttato i consigli del Campione del Mondo Marc Marquez. La procedura è semplice. Per trovare il limite della moto serve spingerla sino a…cadere. E come? Basta piegarsi e aprire gamba e gomito sino a tirarla su con il ginocchio. La tecnica è molto semplice: in piegata aprire la gamba sino a quasi toccare quasi l’asfalto e sfruttare poi la potenza della moto per ritrovare il grip. Un approccio quasi scientifico alla perdita di aderenza. Il centauro spagnolo spinge la moto al limite sino a perdere l’avantreno, che compensa con l’aprire e l’abbassare la gamba e il gomito sin quasi a toccare terra. L’attrito permette di rallentare la moto. Quanto basta per non perderne il controllo e, chiusa la curva, facilita la ripresa del grip. Risultato: una velocità di percorrenza maggiore in curva. Quindi sfruttare la potenza per rilanciarsi in rettilineo. Spiegarlo non è facile. Riuscirci è quasi impossibile. Servono coraggio controllo e…attributi. Qualità che comunque non mancano al pilota romano, che sta apprendendo rapidamente.

Morbidelli prende confidenza

Ovviamente c’è anche qualche controindicazione: la tecnica si apprende a suon di cadute in prova. L’unico modo per volare con una MotoGP, dunque, è portarla al limite. Lezione mandata a memoria e applicata dal campione del mondo della Moto2, che ha subito testato in pista i preziosi consigli dello spagnolo spingendo la moto quasi sino al…terreno. Imparare, sì ma a piccoli passi. Una scelta sensata, anche perché il ragazzo non ha studiato solo la tecnica, ma anche la telemetria. Capire dove accelerare, il punto di staccata, studiare l’assetto da gara dal campione del mondo è un’occasione da non sciupare. Imparare e spingere, senza strafare. Non a caso, Morbidelli ha staccato un dignitosissimo 1’. Un buon inizio per un anno importante.

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